Cattolica Dati Principali:

Cattolica
  • Popolazione – 384
  • Superficie – 49.68 Km2
  • Densità – 7.73 Abitanti/Km2
  • Altitudine – 618 m.s.l.m.

Cattolica (Catòlga in dialetto romagnolo) è un comune italiano di 17.228 abitanti della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna. Affacciata sul mare Adriatico, la città è un importante centro di turismo balneare della Riviera romagnola ed è sede di attività marinare. Dai primi anni del Novecento viene detta Regina dell’Adriatico.

Ritrovamenti archeologici mostrano l’esistenza di insediamenti in loco a partire dall’età del bronzo. Lungo la Via Flaminia i reperti rinvenuti sono di età romana e bizantina, a testimonianza dell’antica origine di un abitato. Il primo riferimento scritto (VIII secolo) descrive la cessione alla Chiesa, da parte di Pipino il Breve, dei territori della Pentapoli; nell’elenco delle città compare anche castrum Conchae. Documenti successivi parlano dell’abitato di Conca, dotato di un castello (ruderi di una sua torre si trovano tuttora sul colle di Monte Vici, oggi all’interno della città di Cattolica). Questo abitato decadde intorno al Mille, venendo poi totalmente abbandonato, molto probabilmente a causa di una catastrofica inondazione dai vicini fiumi Conca e Tavollo (nei secoli successivi diversi scritt contengono la citazione Conca città profondata, ma senza spiegarne il significato).

La fondazione, sulla via Flaminia, di un castrum in località Catholica è testimoniata da un atto del 1271 nel quale si riporta che alcuni abitanti dei paesi posti sulle colline marchigiane circostanti decidono di insediarsi in quelle terre, appartenenti all’arcivescovado di Ravenna, ponendosi così sotto la tutela di Rimini. Nel 1313 viene menzionata la chiesa di Sant’Apollinare, e un censimento del 1376 rileva nel piccolo borgo 25 focularia (famiglie).

L’abitato di Cattolica è citato, pochi anni dopo, nella Divina Commedia di Dante:

«E fa saper a’ due miglior di Fano
a messer Guido e anco ad Angiolello,
che, se l’antiveder qui non è vano,
gittati saran fuor di lor vasello
e mazzerati presso a la Cattolica
per tradimento d’un tiranno fello.»
(Dante Alighieri, Divina CommediaInferno, canto 28 – versi 76-81)

Nel XV secolo il borgo si consolida come luogo di sosta per chi viaggia fra Rimini e Pesaro, offrendo taverne e locande per ospitare i viaggiatori, oltre che stazioni per il cambio dei cavalli, e maniscalchi.

Successivamente i Malatesta di Rimini vi costruiscono la rocca (iniziata nel 1490 e terminata intorno al 1590), un bastione turrito per la difesa da eserciti invasori e l’avvistamento tempestivo di incursioni di pirati saraceni. La Cattolica del 1573 conta 150 abitanti, ma negli anni successivi si ha un’espansione, e al di fuori del piccolo borgo medievale nascono diversi edifici isolati lungo l’asse della via Flaminia. Gli abitanti svolgono essenzialmente i mestieri di osti e pescatori. Nel 1576 la chiesa di Sant’Apollinare viene elevata a parrocchia, viene costruito un nuovo edificio per l’Ospedale dei Pellegrini (istituzione già presente dalla fine del sec. XIII), poi l’annesso Oratorio, e un nuovo ponte sul fiume Tavollo, più a valle del precedente.

Nel XVIII secolo il controllo da parte di Rimini si affievolisce, e la Restaurazione seguita al periodo napoleonico vede il borgo di Cattolica e i suoi dintorni inglobati nella vicina San Giovanni in Marignano. Nell’Ottocento si ha un consistente sviluppo demografico e urbanistico. Nel 1836 si realizza “strada nuova”, una breve deviazione della via Flaminia in zona più bassa, per evitare la salita del tratto interno all’abitato, difficoltosa per i trasporti di carichi pesanti. Nuovi edifici nascono quindi lungo il nuovo tratto stradale (“Cattolica nuova”), mentre nella “Cattolica vecchia” viene demolita Porta Gregoriana (Porta Rimini era stata abbattuta alcuni decenni prima). La foce del Tavollo viene adattata a porto canale, la pesca e le attività connesse ricevono un grande impulso, e nelle immediate vicinanze nasce un nuovo quartiere di tipiche case basse della gente di mare. Il 10 novembre 1861, con la realizzazione della linea Rimini-Pesaro, si inaugura, a monte dell’abitato, la stazione ferroviaria.
Nel corso del secolo, dai 972 abitanti del 1814 la popolazione passa ai 3619 del 1901. Si arriva così, nel 1896, alla separazione amministrativa da San Giovanni in Marignano, e Cattolica diventa comune autonomo.

Nella seconda metà dell’Ottocento è partito, contemporaneamente ad altre città rivierasche romagnole (Cervia, Cesenatico, Rimini), il turismo balneare. I frequentatori sono inizialmente famiglie dell’aristocrazia nobiliare o borghese, e la cittadina si espande verso la spiaggia con eleganti ville e ampi giardini. Fra le grandi personalità frequentanti la località in questi anni abbiamo Guglielmo Marconi, che vi erige una villa, e Vasilij Kandinskij che vi soggiorna nel 1930. Alle famiglie altolocate si uniscono poi quelle della piccola borghesia, che risiedono in stanze affittate da abitanti del posto. La città vede quindi un importante sviluppo urbanistico. Dopo la realizzazione dell’imponente edificio che ospita municipio e scuole (Palazzo Mancini, 1914), vengono inaugurate ampie vie che portano alle spiagge, mentre i terreni adiacenti diventano lotti per la costruzione di villini e pensioni.

Negli anni Trenta si sviluppa il turismo delle colonie. Enti con finalità salutistiche o assistenziali edificano grandi strutture destinate ad accogliere un gran numero di bambini. Realizzazione particolarmente imponente è il complesso denominato prima Colonia XXVIII Ottobre e successivamente Le Navi.

La seconda guerra mondiale, nel 1944, vede Cattolica molto vicina alla Linea Gotica, che passa fra la città e Pesaro, ma i bombardamenti sull’abitato sono sporadici, con vittime e distruzioni assai limitate.

I giorni successivi all’ 8 settembre 1943 vedono il formarsi di un distaccamento GAP di 24 membri attivi collegati con l’8ª Brigata Garibaldi, che conduce attività di intelligence e sabotaggi contro gli occupanti tedeschi. Da Cattolica un gruppo di alti ufficiali alleati, con un’ardita operazione gestita dai partigiani, vengono imbarcati su un motopeschereccio raggiungendo le zone d’Italia in mano alleata. L’episodio più rilevante della guerra di liberazione in città è la fucilazione dei militari Domenico Rasi e Vanzio Spinelli, studenti cesenati di stanza a Gabicce, accusati di intesa con i partigiani e fucilati il 24 giugno 1944 nel cimitero di Cattolica, A loro è intitolato il lungomare della città. Altri martiri cattolichini sono Egidio Renzi, antifascista trucidato alle Fosse Adeatinee, e Augusto Cecchetti, salito in montagna per unirsi ai partigiani, catturato in un rastrellamento e messo a morte.

Gli anni Cinquanta, in una trasformazione simile a quella dei principali centri della Riviera Romagnola, vedono il più forte forte incremento demografico mai rilevato (la popolazione raddoppia in vent’anni) e un vasto processo edificatorio, con la realizzazione di un grande numero di alberghi o pensioni, assieme a caffè, ristoranti, sale da ballo. Parallelamente, anche l’attività marinara si estende e si evolve. Nel 1924 le imbarcazioni risultano 224 con 700 addetti, e nel 1934 il porto canale, insufficiente, viene affiancato da una darsena. Nascono aziende per l’inscatolamento delle sardine e si estende anche la pesca delle vongole. Nel 1930 viene istituita la Casa del Pescatore. Anche la cantieristica di piccola e media stazza, già presente dai secoli precedenti, nel XX secolo si amplia, modernizzandosi. Dalla costruzione di trabaccoli (nella quale Cattolica era nota nell’Ottocento), barchetti, lance e lancioni, si passa alla realizzazione di motopescherecci moderni e scafi per la nautica da diporto, fino a yacht di notevoli dimensioni.

Il comune ha fatto parte della Provincia di Forlì fino al 1992, quando è stato inserito nella neo-costituita Provincia di Rimini.

Le frazioni sono Torconca, Luciona, Cà Fabbri, Zona Artigianale

Cod. postale47841
Prefisso0541
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT099002
Cod. catastaleC357
TargaRN
Cl. sismicaZona 2 (sismicità media)
Nome abitantiCattolichini o Catulghini
PatronoSan Pio V
Giorno festivo30 Aprile

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