Frutti spontanei

Non c’è stagione preferita per passeggiare in campagna, tutte le stagioni sono ottime. L’inverno è ideale per le lunghe camminate, la primavera per la scoperta dei fiori, l’estate è  l’occasione per arrivare alle spiagge e l’autunno è la stagione dei frutti più buoni. Tra le siepi, nella boscaglia e nei prati incolti, lungo le coste marine e i corsi d’acqua si trovano arbusti e alberi spontanei che producono frutti succosi, invitanti e colorati. Negli ultimi anni c’è stata una riscoperta dei frutti spontanei e genuini e vale la pena ricordarli, anche perché fanno parte della tradizione contadina e della nostra storia. Usati in cucina, valorizzano i piatti in modo originale e creativo, regalando un plus di ricercatezza.


ALCHECHENGI

L’alchechengio è una specie molto rustica che ama la luce del sole (ma non troppa), resiste egregiamente ai parassiti e alle malattie, e può crescere in vari tipi di terreno, pur prediligendo quelli freschi.

Se in molti apprezzano le sue caratteristiche lanterne, non tutti conoscono la bontà delle sue bacche. Assaggiatele candite, immerse nel cioccolato o utilizzatele per preparare squisite marmellate.

Ma attenzione: consumate solo le bacche, ogni altra parte della pianta è tossica, ed il contatto con le foglie può causare irritazioni.


ALLORO

Assodato che la pianta e le bacche di alloro sono utilissime nella cura di numerosi disturbi, andiamo a vedere nel dettaglio quali sono tutte le proprietà delle bacche di alloro.

Intanto, esse sono ricche di grassi polinsaturi e di oli essenziali, da cui derivano proprietà digestive, carminative, antipiretiche, diuretiche, antispastiche e anticatarrali. Tutto ciò significa che le bacche di alloro sono la soluzione ideale per moltissimi disturbi che possono colpirci durante l’anno.

Dal semplice raffreddore su cui agiscono eliminando il catarro e il muco in eccesso (quindi sono ottime anche contro la tosse), alla febbre, per cui, con la loro funzione antipiretica, contribuiscono a far abbassare la temperatura corporea. Aiutano anche a regolare il ciclo mestruale delle donne e i dolori da esso conseguenti.

Se ne possono ricavare infusi, tisane, decotti, oli e pomate, creme e saponi. L’olio essenziale è utilissimo per curare contusioni e lividi, per cui è molto usato anche nell’attività sportiva. In ultimo, viene utilizzato in cucina come pianta aromatica per dare ai piatti un sapore unico e inconfondibile.

L’utilizzo delle bacche di alloro in cucina è pressoché sconfinato. Può essere aggiunto nelle zuppe di legumi e di verdure, negli arrosti al forno di carne e pesce, nelle marinate, nelle conserve sott’olio e sott’aceto, e perfino nel brodo. Le bacche di alloro sono indubbiamente commestibili e danno al piatto un tocco molto particolare. Hanno un sapore piuttosto pungente e forte, per questo è bene utilizzarle con parsimonia.

Ma l’uso migliore delle bacche di alloro è farne un ottimo liquore laurino, da bere per piacere ma efficacissimo anche contro il raffreddore e la cattiva digestione.


AZZERUOLO

Le azzeruole, oltre ad essere una delle fonti naturali più importanti di vitamina C, hanno la caratteristica, se consumate fresche, di essere dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensivela polpa, nello specifico, ha proprietà antianemiche ed oftalmiche.

Passata la stagione della produttività dei frutti, per continuare a consumare il prodotto della pianta durante l’anno, l’azzeruolo può essere utilizzato per confetture e gelatine, nonché per la preparazione di insalate e macedonie di frutta.

Le bacche sono utilizzate anche in pasticceria per la decorazione di torte e normalmente si conservano sotto spirito o grappa.


BAGOLARO

Il bagolaro, o spaccasassi è presente in quasi tutte le città. I frutti che produce sono ricchi di principi attivi come tannini e mucillagini.

Le foglie del bagolaro per il loro contenuto in costituenti attivi, hanno buon potere astringente, rinfrescante e lenitivo che si esplica utilmente nei casi di diarree, enteriti e leggeri infezioni intestinali.

Le proprietà suddette sono altrettanto utili per mitigare le infiammazioni del cavo orale e della gola, tra cui gengiviti e faringiti, mediante sciacqui e gargarismi da ripetersi con costanza durante l’arco della giornata.

In cucina sono usate per insaporire i piatti, visto il loro sapore simile al dattero, e sono ottime per produrre grappe e liquori.


BIANCOSPINO

Queste bacche non solo solo belle da vedere, per cui tanto impiegate nell’allestimento delle tavole natalizie, ma vantano innumerevoli proprietà benefiche. Esse, infatti, promuovono la salute cardiovascolare, proteggendo da angina, ipertensione, insufficienza cardiaca congestizia, aritmia cardiaca, oltre che rappresentare un ottimo alleato naturale contro miocardite, arteriosclerosi, insonnia e ansia.

Astringenti e diuretiche combattono diarrea e ritenzione urinarie, oltre ad attenuare notevolmente i crampi.

Le loro virtù erano già note ai popoli antichi e ancora oggi le popolazioni indigene dell’America latina le impiegano nella preparazione di una bevanda altamente energetica: la pennican.

Le bacche di biancospino si prestano alla preparazione marmellate, come accompagnamento alle carni bianche ed alla preparazione di liquori e grappe.


CAPPERO

I capperi svolgono un’importante azione antiossidante, grazie alla presenza dei numerosi flavonoidi, con effetti naturalmente benefici sul metabolismo del colesterolo, poiché ne abbassano i livelli ematici, e con evidente azione antinfiammatoria e antitrombotica.

La quercetina dei capperi svolge una azione condroprotettrice, ovvero di protezione delle articolazioni. Ciò sia perché in grado di stimolare i condrociti, ovvero le cellule che generano la cartilagine e di liquido sinoviale, sia perché contrastano gli stati infiammatori derivanti da processi flogistici, quali artriti e artrosi.

Un’altra preziosa sostanza presente nel capperi, la rutina, invece, risulta di sostegno per l’apparato circolatorio, poiché protegge l’apparato circolatorio ed è in grado di inibire l’aggregazione piastrinica, favorendo pertanto la micro-circolazione, quindi utile per regolare i livelli di colesterolo, per chi soffre di vene varicose ed emorroidi.

Tra le molte proprietà dei capperi, spicca la presenza di kaempferolo che conferisce importanti proprietà antitumorali, oltre che antinfiammatorie. Senza dimenticare che questo alimento stimola l’appetito, allevia mal di stomaco e flatulenza, rafforza il sistema immunitario, apportano benefici alla pelle (proprietà idratanti e fotoprotettive, con riduzione di rossore ed eritemi solari) e potenziano il sistema immunitario. I capperi sono di aiuto anche per chi soffre di iperglicemia o diabete, in quanto aiutano a ridurre i livelli di zuccheri nel sangue. Da ricordare, infine, che i boccioli freschi sono diuretici e indicati in caso di cellulite, couperose e acne rosacea.

In cucina il suo utilizzo lo si conosce bene, dalle creme e salse, alle conserve, e sopratutto agli ottimi amari e liquori.


CASTAGNO

Il frutto del castagno è un achenio, è costituito da una polpa ricca di amidi e zuccheri, ricoperta da una spessa buccia coriacea, di colore marrone lucido. Tra la polpa e la buccia esterna è presente una pellicola rugosa, che può penetrare all’interno della polpa (come avviene nelle castagne), oppure restare solo all’esterno (come avviene nei marroni).

I marroni sono particolari varietà di castagna, apprezzate per i frutti molto grossi e per la maggiore facilità di pulitura degli stessi, che permette di mantenerli integri. Le castagne rappresentavano un tempo una fondamentale fonte di calorie e sali minerali per molte popolazioni europee. In molte zone, la farina di castagne veniva utilizzata al posto di quella di cereali, per preparare pane, pasta, polenta.

Oggigiorno le castagne vengono utilizzare decisamente meno, anche se la farina di castagne è un prodotto ancora presente sui banchi del supermercato. Tipicamente, nell’Italia centrale e settentrionale, con tale farina si prepara il castagnaccio, un dolce a base di castagne e latte, cotto al forno.

Si utilizzano anche le castagne essiccate, che vengono mangiate così come sono, o spesso vengono bollite, per reidratarle, in acqua, o anche nel latte. Le castagne si mangiano anche intere, tipicamente vengono abbrustolite sulle braci, chiamate caldarroste, ancora munite della loro spessa buccia. Prima di mettere una castagna sul fuoco, è bene praticare una incisione, altrimenti il vapore dovuto alla cottura farà esplodere l’involucro semi legnoso.

I marroni si preparano come le castagne, ma molto apprezzati sono i marroni canditi, meglio noti come marron glacé, mentre le castagne sono ottime sciroppate con il rum. Molto famosa anche la crema di castagne e cioccolato.

I castagni sono anche piante mellifere, il miele ottenuto da questi fiori è decisamente particolare, di colore bruno, cristallizza con difficoltà, ed ha un sapore molto aromatico, con una leggera punta di retrogusto amarognolo.


CILIEGIO SELVATICO

Le proprietà delle ciliege selvatiche sono molteplici. Hanno un effetto depurativo, diuretico, lassativo. Ad uso interno, i peduncoli dei frutti di ciliegio hanno delle proprietà diuretiche e il loro decotto può essere utile nella cura della gotta, dell’obesità e dell’artrite.

Foglie, fiori e frutti vengono usati in preparati e tisane per regolare l’attività intestinale. La corteccia si usa invece nella cura degli stati febbrili. Ricche di zuccheri e potassio, e povere di calorie, le ciliegie consumate crude sono consigliate per chi segue una dieta dimagrante per le loro proprietà diuretiche, depurative e lassative.

Con la polpa dei frutti si possono preparare delle maschere tonificanti e rivitalizzanti, per tutto il corpo ma in particolare per la pelle del viso.

Mangiate crude o trasformate in marmellata, candite o sotto spirito, le ciliegie selvatiche erano conosciute anche nell’antichità per le loro virtù, da quando sembra che il console romano Lucullo le portò in Italia dal Medio Oriente.

La resina del ciliegio selvatico vanta proprietà aromatiche e viene utlilizzata nel confezionamento di chewing-gum.


CORBEZZOLO

Tra i frutti autunnali dimenticati un posto di primo piano occupa il corbezzolo che assomiglia ad una bacca di colore arancione/rosso. Ad essere interessante non è solo il frutto ma tutta la pianta in sé, dotata di diverse proprietà che la rendono un buon rimedio naturale soprattutto in caso di cistite e diarrea.

Il frutto del corbezzolo offre diversi benefici ma anche foglie, fiori e radici sono dotate di interessanti proprietà officinali. Si tratta quindi di una pianta che nel complesso risulta essere un buon rimedio naturale in diverse occasioni.

Questi i principali benefici che offre:

  • Vitamine e antiossidanti: il corbezzolo ci regala una buona dose di vitamine e antiossidanti naturali.
  • Anti-infiammatorio: la sua composizione nutrizionale fa di questo frutto, e in generale della pianta, un buon rimedio antinfiammatorio soprattutto per l’intestino e il fegato.
  • Diuretico: il frutto, ma anche soprattutto l’infuso a base di foglie di corbezzolo, ha un grande potere diuretico utile quindi per eliminare i liquidi in eccesso e drenare l’organismo.
  • Contro la cistite e le infiammazioni alle vie urinarie: non tanto il frutto quanto le foglie del corbezzolo sono utilizzate in erboristeria per realizzare rimedi adatti a contrastare la cistite. Si può usare solo o in combinazione con altre piante come ad esempio l’uva ursina.
  • Astringente e antidiarroico: questo frutto, così come gli estratti della pianta del corbezzolo, hanno potere astringente. E’ dunque consigliato in caso di diarrea.
  • Aiuta il fegato: soprattutto le foglie del corbezzolo sostengono il lavoro di fegato e bile.
  • Abbassa la pressione: il corbezzolo può aiutare a regolare la pressione sanguigna nei casi in cui questa sia eccessivamente alta. L’infuso a base di questa pianta aiuta anche a migliorare la circolazione.
  • Balsamico e antisettico: ad avere queste proprietà è in particolare il miele di corbezzolo, che le api producono proprio a partire da questa pianta.

Il corbezzolo si presta a diverse preparazioni in cucina ma i frutti maturi possono essere usati anche semplicemente all’interno di macedonie, per guarnire dessert, yogurt, gelati o così come sono per un ottimo spuntino autunnale.

Una delle ricette più note è sicuramente la confettura, ma si presta anche per la preparazione di liquori e grappe.


CORNIOLO

Le corniole sono un frutto minore che attualmente non è molto utilizzato e conosciuto. Ciò non toglie che nel passato questo frutto fosse utilizzato spesso in cucina, infatti non mancano le ricette che lo vedono protagonista.

Cominciamo con una confettura tipicamente autunnale di corniole che con il suo sapore leggermente acidulo si sposa benissimo con l’amaro del cioccolato. Ed ecco che per un successo assicurato non dovrete far altro che preparare una torta con una base di pan di spagna al cacao e farcirlo con questa marmellata.
C’è anche chi ha rivisitato la ricetta di questa confettura aggiungendo dei petali di rosa per un prodotto con un retrogusto ricercato.

C’è anche chi prepara un favoloso liquore di corniole lasciando macerare la frutta in grappa e zucchero per qualche settimana. Il processo termina regolando la gradazione alcolica tramite l’aggiunta di acqua.

Le corniole possono essere utilizzate anche in portate salate, è il caso della salsa di corniole (l’ideale come accompagnamento agrodolce alla carne o ai formaggi) o delle corniole in salamoia.


COTOGNO

I frutti, le foglie e i semi del cotogno vengono usati fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche. Sono infatti dietetici, astringenti, antiinfiammatori, emollienti e sedativi.

La polpa è facilmente ossidabile, ciò vuol dire che scurisce all’aria, inoltre è poco dolce ed astringente, con una certa quantità di tannino.
Per questo motivo difficilmente i frutti vengono consumati crudi, in quanto non molto gradevoli. Con la cottura però, grazie alla frammentazione dei polisaccaridi, la polpa diventa intensamente dolce, liberando un profumo che ricorda il miele.

Grazie a questa caratteristica le cotogne vengono usate in cucina per la preparazione di ottime marmellate, o per la cotognata.
Ma anche per realizzare gelatine, mostarde, distillati e delicati liquori. Da sottolineare che l’elevato contenuto di pectina determina un veloce addensamento della marmellata o della gelatina, limitando i tempi di cottura.
Visto il grande profumo che emanano, nelle nostre campagne era in uso porre i frutti del cotogno nell’armadio per profumare i vestiti.


CRESPINO

Il crespino annovera proprietà amaricanti, toniche, astringenti, febbrifughe, depurative, diuretiche. Per l’attività dei suoi principi attivi, questa pianta è spesso descritta come un antipiretico naturale, utile per abbassare la febbre.

Può essere usata per depurare l’organismo (in particolare, aiuta a disintossicare il fegato) e contrastare le infezioni delle vie urinarie.

Tutte le parti della pianta contengono un alcaloide giallo, la berberina. In passato la pianta è stata sfruttata per diversi scopi: il pigmento giallo veniva usato per tingere lana e cuoio; fin dagli antichi egizi erano note le proprietà del crespino, impiegato per curare ulcerazioni, infezioni del cavo orale e disturbi intestinali.

La berberina è una isochinolina (alcaloide) dalle molteplici proprietà: svolge azioni antisecretive, antimicrobiche ed è utilissima al trattamento di infezione di vario genere ed è nota per la sua capacità di abbassare la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) e il colesterolo.

La berberina risulta utile nel trattamento delle infezioni come le diarree batteriche o le ricadute da Candida.

Il crespino possiede proprietà antipiretiche (fa abbassare la febbre in modo naturale), ipotensive (aiuta ad abbassare la pressione arteriosa), antinfiammatorie (contrasta infiammazioni, ottimo contro i malanni stagionali come raffreddore, tosse…) e antiemorragiche (è un buon emostatico in caso di emorragie uterine). In più, favorisce il funzionamento del fegato e il deflusso della bile, quindi è utile per prevenire i calcoli biliari.

Tra le altre proprietà del crespino, segnaliamo:

  • Svolge un’azione antibatterica
    agisce contro infezioni vaginali da lieviti (tipo candida), contro infezioni da escherichia coli, vibrio cholerae, giardia lamblia e diversi ceppi batterici.
  • Svolge un’azione diuretica
    i principi attivi contenuti nelle foglie favoriscono l’eliminazione dei liquidi.
  • Svolge una banda azione lassativa
    è utile in caso di costipazione e stipsi.

Le bacche di crespino possono essere introdotte nell’alimentazione autunnale per prevenire e contrastare i malanni dei primi freddi stagionali.
Il notevole contenuto di vitamina C rafforza le difese immunitarie.

Le bacche di crispino sono molto usate in cucina. Il loro gusto è abbastanza amaro, poiché sono ricche di acido malico. Hanno, oltre alla vitamica C, glucosio e levulosio. Tal quali non si consumano fresche, ma essiccate.

I frutti si usano per la preparazione di sciroppi, confetture, gelati, bibite, gelatine e coloranti per pasticceria, si prestano molto anche alla salamoia.

Oltre ai semi che sono un ottima spezia, i germogli fogliari, giovani e freschi, si mangiano in insalata o cotti. Hanno sapore acidulo per la presenza di ossalato di potassio.


FRAGOLINE DI BOSCO

Le fragoline di bosco e le altre parti della pianta (rizomi e foglie) sono considerate utili per favorire la diuresi, depurare l’organismo e sfiammare le alterazioni del cavo orale. 

Le foglie giovani e intatte sono perfette per preparare infusi rinfrescanti dallo spiccato effetto diuretico e depurativo.
frutti, invece, sono consigliati nei nei regimi ipocalorici per l’ottima fonte di vitamine e sali minerali che assicurano e il modesto apporto calorico.

Inoltre, possono essere consumate anche dai diabetici come spuntino di metà mattina naturale e saporito.
Tuttavia la loro proprietà più importante è quella di controllare gli sbalzi della pressione arteriosa, molto frequenti durante i cambi di stagione e nei periodi di forte stress.

Non a caso, le fragoline di bosco sono considerate un vero toccasana per chi soffre di ipertensione leggera e transitoria.
L’alto contenuto di magnesio garantisce una potente azione drenante utile sopratutto a chi soffre di ritenzione idrica o di ipertensione.

La vitamina C così massicciamente presente nelle fragoline è un valido antiossidante naturale che contrasta la degenerazione dei tessuti e l’invecchiamento cellulare provocato dall’azione dei radicali liberi.
La fragaria è utile in caso di disturbi intestinali di varia natura per via dei suoi principi attivi (oli essenziali, tannini e flavone).

Le fragoline di bosco sono un ingrediente davvero perfetto per preparare un’infinità di ricette dolci senza l’aggiunta di zucchero.
Con le fragoline si possono realizzare deliziose gelatine di frutta, dolci, marmellate e farciture decorative per i dessert. Sono anche l’aggiunta ideale in una macedonia di frutta estiva.

Per sfruttare al meglio le proprietà benefiche delle fragoline di bosco si possono preparare anche frullati e frappè, sciroppi, oppure grappe e liquori.


GHIANDE

Nell’antichità la ghianda simboleggiava la vita, la salute, la fertilità e la virilità. Molte specie di uccelli, piccoli e grandi mammiferi ne vanno ghiotti. È un alimento completo, molto ricco di carboidrati, grassi, vitamine, proteine e microelementi essenziali per la vita. Costituisce circa il 25% della dieta autunnale di parecchi animali.

Dal gusto poco gradevole al palato umano, apporta tuttavia grandi benefici all’organismo, grazie alle sue tante proprietà nutrizionali e curative. È possibile consumarlo sotto forma di caffè, surrogato di mandorle, paté, pane, polenta o budino, servito a fette con carote, scalogno, aglio, salsa di soia, peperoncini piccanti, olio e semi di sesamo.
Dal punto di vista nutrizionale, è estremamente energetica.

I benefici della ghianda non sono da trascurare. È un ottimo battericida naturale ed anti-tumorale. Agisce contro il dolore dei denti e delle gengive.

Il succo del frutto è particolarmente utile per curare i disturbi femminili legati al ciclo mestruale, per aumentare la potenza sessuale e combattere l’enuresi. Il caffè di ghianda calma la tosse, la bronchite, l’asma e regolarizza la pressione sanguigna.

Gli impacchi caldi sono un toccasana per l’ernia, i problemi articolari e muscolari, le varici e la sciatica.
Il brodo aiuta a combatte i vari disturbi dello stomaco, la colite acuta e cronica.

La ghianda contiene infatti i tannini dalle proprietà astringenti. Un consumo eccessivo, però, può creare problemi legati ad una cattiva assimilazione delle proteine e di alcune vitamine.

Per ridurne la loro concentrazione, è sufficiente essiccare i frutti (tempo consigliato 3-4 settimane). Mettere in ammollo il trito per alcuni giorni e poi bollirlo. In seguito, dopo l’asciugatura, si conserva in barattoli chiusi ermeticamente, in un luogo asciutto e privo di umidità.


GINEPRO

Il ginepro ha proprietà digestive, è infatti stomachino, masticare le sue bacche favorisce la digestione ed elimina i gas in eccesso.

Inoltre è un antisettico naturale, sia per le vie urinarie che respiratorie. Aiuta a curare i calcoli, a sedare la tosse e funziona come ottimo espettorante. Inoltre purifica i pori della pelle, riducendo problematiche della cute come acne ed eczemi.

I frutti del ginepro sono un toccasana per le malattie croniche che colpiscono i fumatori: aiutano a dilatare i bronchi, favorendo la respirazione. Il ginepro viene utilizzato anche per le sue proprietà antireumatiche e analgesiche, sotto forma di olio essenziale. Viene spalmato sul corpo per massaggiare e rilassare i muscoli contratti, aiutando anche a prevenire i crampi.

Le bacche di ginepro contengono anche antociani, potenti antiossidanti, ideali per prevenire l’invecchiamento cutaneo. Il ginepro aiuterebbe inoltre a regolarizzare il ciclo mestruale riducendone i dolori. Svolge anche un’azione benefica sulla mente, riducendo lo stress e alleviando i sintomi della depressione. Questa spezia benefica, ha inoltre proprietà diuretiche, stimola la diuresi e combatte la ritenzione idrica, liberando il corpo anche dall’eccesso di acido urico, responsabile della gotta.

In cucina le bacche di ginepro vengono usate generalmente nella preparazione di pietanze a base di carne come la selvaggina. Si sposa ottimamente con ripieni a base di castagne e frutta e con le verdure della famiglia del cavolo. Essendo una spezia piuttosto forte è consigliabile usare non più di 6-7 bacche per volta.

Inoltre il ginepro si presta per conserve e confetture, grappe e liquori.


GIUGGIOLO

Il frutto del giuggiolo è molto saporito, il suo consumo aiuta il metabolismo, aumenta la resistenza e la forza muscolare. In Oriente questa pianta viene utilizzata (foglie, radice, corteccia, rametti) come tonico, per trattare le scottature, come depurativo del fegato, nelle anemie, nelle nefriti, nei disturbi nervosi, per eliminare l’insonnia e le palpitazioni.

Attenti alla salute, i cinesi consumano spesso le giuggiole come spuntino naturale o dessert che non fa ingrassare.La giuggiola può essere consumata cruda, ma i suoi benefici vengono potenziati se viene elaborata attraverso la bollitura, cottura, stufatura o essiccazione.

Per quanto riguarda il contenuto nutrizionale, il frutto della giuggiola è ricco di vitamine e minerali. Le giuggiole contengono ben 20 volte in più di vitamina C rispetto a qualsiasi tipo di agrumi. Sono anche ricche di vitamine del complesso B, come la vitamina B1, B2 e B6. Per quanto riguarda i minerali, la giuggiola contiene manganese, potassio, ferro, calcio e fosforo.

Con le giuggiole è possibile preparare un infuso, ottenendo una bevanda molto calmante e rilassante. Questo è il motivo per cui le erboristerie cinesi prescrivono il tè di giuggiole ai pazienti che soffrono di disturbi d’ansia e del sonno. La ricerca moderna ha confermato che la giuggiola limita il rilascio di neurotrasmettitori stimolanti. Il risultato è un prolungato tempo di sonno e un migliore metabolismo.

Un altro vantaggio del tè alla giuggiola è che contiene molti antiossidanti che possono migliorare la condizione della pelle e la digestione. La funzione anti-infiammatoria delle giuggiole è nota per proteggere il fegato e i reni. Infine, recenti studi hanno dimostrato che la giuggiola può migliorare la funzione immunitaria e sopprimere la crescita di cellule cancerose nel corpo.

È stato dimostrato inoltre che le giuggiole hanno un significativo potenziale nel trattamento dei danni al fegato e dello stress ossidativo causato dai radicali liberi. I frutti secchi vengono utilizzati nel trattamento della stanchezza, della perdita di appetito, per curare faringiti, diarrea, bronchiti, anemia.

Le giuggiole, oltre ad abbinarsi sia con primi e secondi piatti, sono ottime per realizzare biscotti, soufflè, strudel, dolci di ogni tipo, confetture, liquori e grappe.


GOJI

Una delle ultime piante importate, ma può capitare oramai di trovarle nelle zone boschive.
Le bacche di Goji svolgono un ruolo importante nella medicina tradizionale cinese, che utilizza anche il resto della pianta, comprese corteccia e radici.

Secondo l’antica scienza asiatica, i benefici prodotti da questa pianta sono davvero numerosissimi. Alimento alla base della longevità, le bacche sarebbero in grado di:

  • migliorare la vista e la visione notturna
  • ridurre il dolore addominale
  • calmare la tosse secca
  • ridurre l’affaticamento
  • alleviare il mal di testa
  • dissetare
  • aumentare la resistenza fisica.

Si rivelano utili nella prevenzione di:

  • tumore
  • epatite
  • disordini immunitari
  • trombosi
  • infertilità maschile.

La corteccia delle radici viene utilizzata, sotto forma di decotto, per:

  • abbassare la febbre
  • trattare la tosse
  • trattare il diabete mellito
  • combattere l’ipertensione.

Queste bacche sono altamente versatili e possono essere usate come nutraceutici o inserite nel contesto di una dieta sana ed equilibrata.
Sono inoltre ottimi antiossidanti e, come tali, agiscono contro i danni indotti dai radicali liberi. Le bacche di Goji hanno recentemente acquisito crescente popolarità come “superfrutto” anche in Occidente. 

Le bacche di Goji sono ottime consumate a crudo. Allo stato fresco possono essere utilizzate come qualsiasi altro frutto di bosco per la preparazione di macedoniefrullatidolci energizzanti colazioni.

Sono ottime anche nelle insalate e in sfiziosi antipasti con formaggi erborinati. Le bacche di Goji fresche possono anche essere cotte per realizzare saporite marmellate composte con cui accompagnare piatti di carne e di pesce. Le bacche sono ottime anche come ingrediente di minestre e zuppe.

Allo stato essiccato possono essere consumate direttamente come snack oppure si possono aggiungere al muesli da gustare con latte o con lo yogurt o usare per preparare delle barrette di cereali da consumare come spuntino. Le bacche essiccate si possono mettere a bagno in poca acqua per rigenerarle ed usarle per la composizione di dolci gelati.
Si prestano molto anche per la preparazione di conserve e confetture, nonchè di liquori e grappe.


LAMPONE

frutti del lampone se consumati freschi come frutta da tavolo, forniscono all’organismo ottime quantità di vitamine A e C di acido citrico, pectina e fruttosio. Al di là dell’impiego alimentare da cui si ricava un’azione antiossidante, il lampone è anche uno dei fitoterapici più utilizzati.

Le foglie contengono flavonoidi (rutina) e sono indicate, sotto forma di infusi o decotti, nel trattamento della ritenzione idrica, per le loro proprietà diuretiche; grazie alla presenza dei tannini se ne consiglia l’uso in caso di diarrea, in quanto esercitano un’azione astringente; mentre per la proprietà antinfiammatoria le foglie del lampone sono utilizzate in presenza di stomatiti e stati infiammatori intestinali.

Il macerato glicerinato, o gemmoderivato, ottenuto dalle gemme, agisce sull’apparato ormonale femminile. E’, infatti, un regolatore dell’asse ipotalamo-ipofiso-gonadico e della secrezione ovarica, che trova impiego in tutte le disendocrinie della sfera sessuale della donna e in ogni necessità di regolarizzazione del ciclo mestruale.

La sua assunzione è quindi indicata nella sindrome premestruale associata a tensione mammaria, ansia, nervosismo, ritenzione idrica, acne, perché esercita un’azione riequilibratrice del sistema neurovegetativo. La proprietà antispasmodica e decongestionante trova ottimo impiego nella cura della dismenorrea, cioè le mestruazioni dolorose, per la sua capacità di calmare gli spasmi uterini.

Come riequilibratore del sistema ormonale femminile è anche indicato in caso di amenorrea, ossia la mancanza di mestruazioni, e nelle irregolarità del ciclo mestruale, compresi i ritardi puberali del menarca; nel trattamento delle cisti ovariche, dell’ovaio policistico, e dei fibromi. Infine è consigliato per tutti i disturbi che accompagnano il periodo della menopausa come irregolarità del ciclo, vampate, sbalzi d’umore e depressione.

Botanicamente si tratta di drupe dal sapore dolce-acidulo, molto apprezzate in cucina sia come frutto fresco da tavola che per numerose preparazioni dolci soprattutto marmellate, macedonie, crostate e gelati. Il loro aspetto li rende perfetti per guarnizioni e decorazioni esteticamente ricercate.

Possono essere usati anche negli arrosti di maiale e in accostamento alle polpette e al formaggio a pasta molle, come d’uso in Germania e nei Paesi del Nord Europa. Inoltre, possono essere facilmente surgelati e consumati all’occorrenza, senza perdere nulla del loro sapore.

I lamponi sono molto utilizzati anche per realizzare conserve e confetture, nonchè grappe e liquori.


LENTISCO

Grazie alle sue proprietà eudermiche l’olio di lentisco è adatto per pelli particolarmente irritate affette da psoriasi e dermatite. Attiva i processi lenitivi e di riepitelizzazione. Indicato anche in caso di punture d’insetto attenua rossore e prurito. Adatto anche per favorire la cicatrizzazione.

Grazie alle sue proprietà antisettiche sia l’olio, sia l’olio essenziale sono indicati per sedare le infiammazioni delle vie aeree, delle mucose, in caso di gengiviti e afte. Utile anche per la purificazione dell’alito, previene la formazione di placca dentale.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie la resina di lentisco viene impiegata nella cura di reflusso gastroesofageo e ulcera peptica in associazione ad altri rimedi naturali.

L’olio estratto dal lentisco è ottimo per preparare delle marinature, adatte, a seconda delle spezie impiegate, per carnepesce e verdure. Il gusto è più deciso e, in un certo senso, un po’ più spigoloso rispetto a quello prodotto con le olive, ma rimane comunque assolutamente adatto a condire insalate fresche, perfette per l’estate


MARASCO

I frutti di marasco trovano largo uso in ambito culinario dove vengono usati per la produzione di sciroppi, confetture, frutta candita o sotto spirito e liquori come il vino di visciole, il maraschino e la ginjinha.

Sono molto ricchi di vitamina C e Vitamina B. Anche le foglie trovano uso nella produzione di un liquore. Piatto tipico della cucina romana è la Crostata con marmellata di visciole.

Particolare è l’uso dei peduncoli dei frutti che vengono raccolti a piena maturazione e lasciati essiccare al sole. Hanno proprietà diuretiche e sono considerati un sedativo delle vie urinarie. Si utilizzano, quindi, come potente diuretico, per cistite e per insufficienza renale.


MIRTILLO NERO


Le bacche del mirtillo nero contengono molti acidi organici (malico, citrico ecc.), zuccheri, tannini, pectina, le vitamine A, C e, in quantità minore, la vitamina B e i glucosidi antocianici (mirtillina) i quali oltre a dare al frutto il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e rafforzano la struttura del tessuto connettivo, che sostiene i vasi sanguigni, migliorandone l’elasticità e il tono. 

Questi principi contenuti nel fitocomplesso le conferiscono la proprietà capillaroprotettrice, rendendola particolarmente adatta al trattamento dei disturbi circolatori, specie di origine venosa e in tutti i casi di fragilità capillare, soprattutto a carico della retina.

Le antocianine sono capaci di inibire l’attività di alcuni enzimi che distruggono il collagene e i tessuti elastici dei capillari e dei vasi del sistema circolatorio periferico, provocando fragilità e la loro eccessiva permeabilità.

Queste sostanze inoltre favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica (la rodopsina) degli occhi, che è il pigmento della retina, essenziale per la visione in condizioni di scarsa luminosità, acuendo la vista specialmente la sera, quando c’è poca luce.

I grandi pregi nutritivi del mirtillo derivano anche dalla ricca presenza di vitamina A e C (quelle in maggior quantità), ma anche di vitamine B1, B2, PP e di sali minerali essenziali per il nostro organismo (calcio, fosforo, ferro, sodio e potassio), che conferiscono alle bacche un’azione antiossidante.

Questi principi, nutritivi coadiuvati dagli antocianosidi, inibiscono validamente la formazione dei radicali liberi, responsabili dell’ossidazione delle particelle di colesterolo LDL, indotta dal rame, che è la causa fondamentale della formazione delle placche aterosclerotiche nelle pareti dei vasi sanguigni. Tale attività è massima dopo circa 60 minuti e rimane su livelli significativi per circa 6 ore.

Le antocianine del mirtillo hanno anche un effetto antisettico utile nel trattamento della diarrea, delle coliche dolorose addominali e delle cistiti

Le foglie del mirtillo meritano una menzione speciale, contengono tannino, glucosidi flavonoidi e glucochina, sostanza che abbassa il contenuto di glucosionel sangue. possiedono cioè gli effetti astringenti antidiarroici dei frutti, ma sono anche ipoglicemizzanti. si consigliano quindi ai chi soffre di diabete, in quanto consentono di ridurre le dosi di farmaci per via orale o quelle di insulina.

In cucina il mirtillo può essere impiegato fresco, e può essere quindi gustato in fresche preparazioni con zucchero e succo di limone, oppure, grazie alle sue dimensioni, come guarnizione di torte e gelati, o ancora come condimento, nella salsa al mirtillo, di saporiti piatti di carne o di pesce.
Molto buone le conserve e le confetture, e prelibati i liquori e le grappe, tra cui il famoso mirto.


MIRTILLO ROSSO

Il mirtillo rosso è noto per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Fra i principi attivi racchiusi all’interno delle sue bacche sono inclusi composti fenolici, flavonoidi, antocianidine ed ellagitannini.

Nel corso della storia i frutti e le foglie del mirtillo rosso sono stati utilizzati contro problemi alla vescica, allo stomaco e al fegato e diabete.

Oggi le proprietà del mirtillo rosso vengono sfruttate soprattutto all’interno di integratori alimentari (disponibili in forma di estratti, polveri, capsule e compresse) utilizzati contro le infezioni delle vie urinarie, soprattutto per prevenire le recidive, spesso frequenti nelle donne.

Da questo punto di vista i benefici del mirtillo rosso dipenderebbero dalla sua capacità di prevenire l’adesione dei batteri alle cellule di rivestimento delle vie urinarie, e non solo: sembra infatti che il mirtillo rosso possa sopprimere i processi infiammatori associati all’infezione da parte dei batteri.

Le proprietà antinfiammatorie del mirtillo rosso sembrano utili anche in altri casi, ad esempio nel trattamento della gengivite e in caso di artrite reumatoide.

Inoltre, sembra che il consumo di mirtillo rosso, in particolare in occasione di pasti ricchi di grassi, possa aiutare a tenere sotto controllo i livelli di glicemia postprandiale.

In cucina il mirtillo può essere impiegato fresco, e può essere quindi gustato in fresche preparazioni con zucchero e succo di limone, oppure, grazie alle sue dimensioni, come guarnizione di torte e gelati, o ancora come condimento, nella salsa al mirtillo, di saporiti piatti di carne o di pesce.
Molto buone le conserve e le confetture, e prelibati i liquori e le grappe.


MORA DI ROVO

Nonostante sia molto facile raccoglierle tra inizio luglio e fine settembre, sono frutti selvatici poco presenti sulle tavole e ingiustamente sottovalutati.

In realtà, sono ricche di principi attivi benefici che contribuiscono al benessere di tutto l’organismo, in particolare di cuore, arterie, intestino e gola. Vediamoli.

  • zuccheri: eguali quantità di destrosio e fruttosio e xilitolo
  • sali minerali: presenti in buona quantità calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, potassio, manganese, selenio, rame e zinco,queste sostanze oligominerali fanno della mora un frutto consigliato per garantire la motilità intestinale e il buon funzionamento delle vie urinarie.
  • vitamine: ricco di vitamina C, A e K, importanti per la salute della pelle, delle ossa e per il funzionamento del sistema immunitario; presenti anche le vitamine B1, B2, B3, B5, B6.
  • flavonoidi: luteinazeaxantina e beta-carotene 
  • acidi organici: in particolare acido citrico, malico e tartarico
  • fibre: alta percentuale di pectine, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo e aiutano la digestione.
  • pigmenti: hanno alta percentuale di antocianinetannini a cui la mora deve il colore scuro, che contrastano l’azione dei radicali liberi ehanno azione antinfiammatoria e vasocostrittrice.

Anche se a guardarlo non si direbbe, molte parti del rovo, oltre ai frutti, possono essere utilizzate in cucina come una vera e propria verdura.

germogli più giovani, ad esempio, hanno spine morbidissime e innocue che posso essere raccolte e cucinate come gli asparagi.
Sono ottimi lessati e consumati con olio, sale e limone, al pari di molte altre erbe selvatiche commestibili.

Un altro uso  è quello di lavarli e lasciarli in ammollo per aromatizzare l’acqua alla quale conferiranno un profumo estremamente gradevole e proprietà depurative.

I frutti dei rovi sono largamente conosciuti ed apprezzati per il consumo fresco o sotto forma di marmellategelatine e sciroppi, liquori e grappe, ma si prestano anche per guarnire primi e secondi.


MORA ROSSA

La mora rossa è molto astringente. Un decotto di radici è utile nel trattamento della dissenteria, e anche nel trattamento della fase spasmodica di pertosse. Anche le foglie sono astringenti, ed il decotto viene utilizzato oltre che per il trattamento della dissenteria, per alcuni tipi di sanguinamento. Per uso esterno sono utili per preparare gargarismi e collutori per le affezioni del cavo orale, irrigazioni e lavande, per detergere ferite , piaghe, ulcere e gli arrossamenti cutanei in generale.

Le more rosse in cucina sono conosciute ed apprezzati per il consumo fresco o sotto forma di marmellategelatine e sciroppi, liquori e grappe, ma si prestano anche per guarnire primi e secondi.


MORA DI GELSO

Le more di gelso sono ricche di antiossidanti, quindi sono capaci di rallentare l’invecchiamento cellulare in quanto contrastano l’azione dei radicali liberi.

Le more di gelso nero si differenziano rispetto a quelle bianche non solo per il colore e per il gusto ma anche per la presenza di alcuni potenti antiossidanti quali il resveratrolo, presente anche in uva e vino, che protegge il sistema cardiocircolatorio, e le antocianine. Il resveratrolo possiede anche proprietà antitumorali.

È stato dimostrato come piccole quantità di resveratrolo hanno più effetto sulla progressione dei tumori, rispetto a dosi superiori. Essendo ricchi di Vitamina C, questi frutti stimolano le difese immunitarie difendendo da raffreddore e stati influenzali. Secondo alcuni studi, gli estratti della mora di gelso sono utili in caso di diabete di tipo 2 grazie al miglitolo, una sostanza che inibisce l’assorbimento del glucosio mantenendo costante la glicemia. In fitoterapia, l’infuso delle foglie del gelso viene utilizzato per contrastare il diabete.

La more di gelso possono aiutare in caso di anemia in quanto presentano quantità buone di ferro. Aiutano a ridurre i livelli di colesterolo cattivo in eccesso sia per la presenza di fibre che per l’abbondanza di fitosteroli. Le more di gelso bianco secondo alcuni studi possiedono proprietà antibatteriche, in particolare sarebbero utili contro la carie dentale. Grazie alla zeaxantina, proteggono la vista, mentre sono utili nel mantenimento della struttura ossea per la presenza di calcio, fosforo e vitamina K. Altre proprietà delle more di gelso sono quella antinfiammatoria e depurativa.

Gli usi delle more di gelso sono tanti. L’ideale sarebbe consumarle fresche, per godere in pieno delle loro proprietà. Quelle secche possono essere aggiunte nella macedonia o nello yogurt oppure possono essere usate per insaporire torte e biscotti. Le more fresche possono essere utilizzate anche per preparare sciroppi, bevande, liquori, grappe, marmellate o gelati.


NESPOLO

Le nespole hanno proprietà antinfiammatorie e diuretiche; aiutano a regolare la funzionalità intestinale e quella epatica e sono un blando antipiretico.

I frutti maturi hanno proprietà lassative mentre quelli non maturi hanno, al contrario, proprietà astringenti e sono quindi utili in caso di diarrea.
Le nespole vengono utilizzate anche in fitoterapia: con la corteccia essiccata si preparano decotti che possono essere usati come antidiarroici o come antinfiammatori per il cavo orale.

Le nespole contengono vitamina A, vitamine del gruppo B e vitamina C. Sono, inoltre, ricche di acido formico, una nota fibra alimentare; grazie a questa sostanza, le nespole hanno un ottimo potere saziante e sono dunque molto utili in caso di diete digradanti. Hanno poche calorie e contengono moltissimi minerali.

I semi delle nespole non vanno mangiati in quanto contengono acido cianidrico, una sostanza molto velenosa.

Con le nespole si possono realizzare svariate ricette salate, ma anche dolci, come le marmellate. Si possono realizzare alcuni liquori come il nespolino, grappe e conserve.


NOCCIOLO

I

Alto contenuto vitaminico, minerale e anche di fibre. E’ per questo che il consumo di nocciole stimola il transito intestinale, favorisce la digestione e l’eliminazione delle tossine, oltre ad aiutare il metabolismo delle proteine e dei carboidrati.

Essendo un’importante fonte di magnesio, il consumo di nocciole combatte il senso di stanchezza, i crampi muscolari, i dolori articolari e l’affaticamento in generale. Sono indicate per prevenire l’anemia e per rimineralizzare l’organismo dopo convalescenze o periodi di stress psico-fisico pesanti.

Ci sono anche i benefici per il sistema nervoso indotti dalle vitamine del gruppo B che stimolano la produzione di mielina (sostanza che accelera la sintesi della serotonina, della melatonina e dell’epinefrina) e contribuiscono, alla sintesi degli ormoni. Come tutta la frutta secca, il contenuto di vitamina B la rende un alimento idoneo a prevenire e combattere gli stati d’ansia, lo stress e le sindromi nervose più comuni.

Inoltre, combattono la stitichezza grazie al rilevante contenuto di fibre e hanno perciò un effetto lassativo.
Hanno proprietà benefiche per cuore e vasi sanguigni poiché contengono vitamina E e fitosteroli.

In particolare l’alto contenuto di vitamina E e manganese assicurano anche un’eccellenza difesa naturale per la pelle e per i capelli. Queste proprietà, unite all’azione dei grassi insaturi, permettono di prevenire alcune forme di tumore, combattere la disidratazione e proteggere ossa e articolazioni.

Inoltre, la vitamina E è un antiossidante naturale molto potente che contrasta l’azione dei radicali liberi rallentando l’invecchiamento cellulare. Non vanno dimenticate le proprietà emollienti e tonificanti attivate da questa vitamina.

La nocciola è destinata soprattutto all’alimentazione e può essere consumata intera, sia al naturale che tostata e salata. Ma è ottima anche come snack spezza-fame, oppure mischiata al cioccolato e nei dolci.
Eccezionali sono le conserve e le confetture, caso mai con l’aggiunta di rum, ed i liquori e le grappe.


NOCE

Gli acidi omega 3 contenuti nelle noci contribuiscono a tenere sotto controllo il livello di colesterolo “cattivo” nel sangue, a prevenire l’arteriosclerosi e, sembrerebbe, anche a combattere lo stress.
La vitamine E fa delle noci piccole perle di giovinezza che, combattendo l’azione dei radicali liberi, sono degli ottimi antiossidanti.

La proprietà però più caratteristica delle noci è quella data dall’arginina, un aminoacido che le rende perfette per chi pratica sport. Le noci sono infatti un alimento molto energetico (quindi ottimo per ricaricarsi in maniera sana e leggera) e dilatano i vasi sanguigni che, portando più ossigeno e sostanze nutritive ai muscoli, migliorano le prestazioni fisiche.

Secondo la teoria delle segnature di Paracelso, le noci fanno bene al cervello. Questa proprietà sarebbe sottolineata dall’aspetto del gheriglio della noce che evoca la struttura della corteccia cerebrale. Questa corrispondenza definirebbe, secondo la teoria delle segnature, un legame naturale tra questi due elementi.

Il noce è sempre stato, nell’immaginario popolare, un albero legato alle streghe e agli spiriti maligni.

Durante il Medioevo si credeva infatti che i sabba (gli incontri notturni tra le streghe e il Demonio) avvenissero proprio sotto un albero di noce, per questo motivo questa pianta è rimasta indissolubilmente legata nel tempo a scaramanzie e storie fantastiche: in molte fiabe, all’interno di noci, si celano meravigliosi tesori e un tempo, in Sicilia, si credeva che una noce in tasca preservasse da sortilegi e febbre.

In cucina l’uso delle noci è svariano. Come condimento e guarnizione nei piatti, le ottime creme e salse, le conserve e le confetture molto particolari, non che i liquori tipo il nocino e le grappe.


OLIVELLO SPINOSO

L’olivello spinoso è una delle piante officinali più utilizzate in tutto il pianeta, come rimedio preventivo o cura delle più diverse problematiche e carenze.

Nella medicina tradizionale cinese, indiana e tibetana, questo arbusto viene impiegato sia da solo che in maniera complementare rispetto ai farmaci di origine chimica.

Soprattutto i frutti ed i semi, ma anche le altre componenti dell’Olivello spinoso, sono molto apprezzati, principalmente per il loro apporto di: vitamine A, B1, B12, C, E, K e P, flavonoidi, licopene, carotenoidi, fitosteroli, acido folico, acido palmitoleico, calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio e sodio.

Con l’olivello spinoso si possono realizzare numerosi prodotti: olio, unguento, cosmetici, bevande e integratori.
I composti contenuti in essi sono molto importanti dal punto di vista chimico, poiché possiedono peculiarità biologiche e terapeutiche molto potenti.

Quelle più conclamate sono le proprietà: antiossidanti, cardiovascolari, anticanceroseantinfiammatorie anti-radiazione.

Vediamo con maggiore attenzione in che modo l’olivello spinoso dona benefici al nostro organismo.

  • Il suo impiego è molto utile per contrastare l’aggregazione piastrinica. Grazie alle sue proprietà antiossidanti, i prodotti composti da hippophae rhamnoides donano protezione all’apparato cardiovascolare e impediscono l’azione dei radicali liberi. L’utilizzo quotidiano dell’olio di olivello spinoso, infatti, è molto raccomandato come mezzo preventivo contro l’aterosclerosi, ipertensione e colesterolo LDL.
  • Esso, inoltre, è perfetto per il trattamento di problematiche di carattere cutaneo (soprattutto mediante l’utilizzo delle foglie o di prodotti realizzati dalla loro lavorazione, ungendo direttamente la parte interessata). Gli acidi grassi Omega 3 riducono l’infiammazione (e il rossore che ne consegue), il bruciore o il prurito, mentre la vitamina E aiuta a riattivare rapidamente l’epidermide, a lenire le ferite e a ridurre le cicatrici. L’olivello spinoso risulta efficacissimo anche contro ustioniscottature solaripiaghe da decubito, tagli, dermatiti, acne, eczema e ulcere della pelle.
  • I prodotti a base di olivello spinoso possono favorire la cura di gengiviti e di problematiche della mucosa orale, per merito delle proprietà antinfiammatorie ed astringenti di cui sono provvisti.
  • Dato l’alto contenuto di omega 3, omega 6, omega 9 e, il più raro, omega 7, questa pianta è un ottimo antinfiammatorio, in grado di curare dall’interno l’organismo. Per questo, il suo utilizzo è altamente consigliato per il trattamento di ulcere gastrointestinali e per garantire protezione al fegato. Inoltre, i frutti dell’Olivello spinoso sono, ancora oggi, molto usati nell’ambito della medicina popolare per fini lassativi.
  • La vitamina C, contenuta nell’olivello spinoso, rafforza il collagene e permette di mantenere la pelle tonica, elastica e dall’aspetto più disteso.
  • Recenti studi, condotti sui principi e sulle componenti di questa pianta benefica, hanno riconosciuto in essa la capacità di contribuire alla riduzione di peso corporeo, evitando il deposito di grassi in eccesso. Naturalmente, andando a rimuovere i tessuti adiposi, il corpo è meno soggetto a contrarre malattie cardiovascolari o il diabete (molto spesso correlate al sovrappeso e all’obesità).
  • I prodotti a base di olivello spinoso, infine, possono essere adoperati anche per la prevenzione di malattie infettive e per il trattamento di insufficienze immunitarie, grazie ai numerosi antiossidanti in essi presenti. È stato dimostrato, infatti, che l’olio (di olivello spinoso) contiene 2,4 volte più carotenoidi rispetto ad altri oli.

In cucina l’olivello spinoso viene utilizzato per ricavarne sciroppi, succhi, gelatine e confetture, ma entra come ingrediente anche in creme e salse utilizzate per accompagnare pesci e carne, soprattutto nei paesi del nord.
I frutti vengono anche conservati in aceto o in agrodolce, oppure utilizzati per la preparazione di grappe e liquori.


PERO SELVATICO

Il pero selvatico è un toccasana, ed ha mille utilizzi. Si può usare contro le affezioni e disturbi renali, calcoli alla vescica, cistiti, colite, contusioni, difficoltà respiratorie, diminuzione della quantità di urina, distorsioni, disturbi alla prostata, disturbi e infiammazioni al colon, dolori muscolari, ematomi e lividi, emicrania, infezioni e infiammazioni alle vie urinarie, intestino pigro, mal di testa, problemi d’ipertensione arteriosa, ritenzione di liquidi, stitichezza, per calmare il senso di pesantezza vescicale, per aumentare la diuresi, per eliminare le tossine dall’organismo, per disintossicare il sangue.

Il pero selvatico è più acidulo della cugina, e viene utilizzato in cucina principalmente per conserve, grappe e liquori. Tra questi ultimi molto famosi sono il Cognà, ovvero un liquore tipico dell’alta Italia, ed il Peyrot, un cognac alle pere di orgini francesi.


PRUGNOLO

In campo fitoterapico, grazie all’azione di tannini, flavonoidi e acidi fenolici, il prugnolo selvatico è conosciuto principalmente per le sue funzioni diuretiche, depurative, febbrifughe, astringenti, stomachiche e lassative.
A seconda della parte della pianta che si decide di utilizzare, si può beneficiare di diversi vantaggi. Il prugnolo infatti è utilizzabile in ogni sua parte per diversi scopi (persino la resina in passato veniva aggiunta al vino per addolcirne il sapore).

Esistono testimonianze storiche in merito al fatto che questo arbusto sia stato adoperato sin dai tempi più antichi per scopi medicinali.

I suoi frutti contengono principi antiossidanti e sono per questo sfruttati per la cura della pelle, ma anche per mantenere in salute alcuni organi e apparati.

  • I frutti del prugnolo sono particolarmente benefici per l’apparato gastro – intestinale.
    Possono essere assaporati al naturale oppure sotto forma di succhi e confetture, dimostrandosi in ogni caso validi alleati per la stimolazione digestiva e per ridurre il gonfiore addominale causato dall’assunzione di determinati alimenti. Inoltre, il consumo di questi frutti sollecita anche l’appetito e produce in tutto il corpo una sensazione di generale tonicità e vigore.
    Per questo essi si prestano ad essere aggiunti nella diete di soggetti deboli e affaticati e in quelle dei bambini che, oltretutto, trovano molto gradevole il gusto degli integratori e degli sciroppi a base di prugnolo selvatico.
    Gli integratori al prugnolo, infatti, sono validi ricostituenti naturali con i quali ritrovare la giusta carica energetica, soprattutto dopo periodi di convalescenza o di spossatezza. I frutti del prugnolo vantano poi proprietà antibatteriche e astringenti e si rivelano per questo utili in caso di diarrea ed emorragie nasali.
    Inoltre, alcune componenti del prunus hanno un effetto antispasmodico sull’intestino e sono, pertanto, molto indicate per chi soffre di colon irritabile.
  • Oltre al potere energizzante questa pianta riesce anche a calmare i nervi, rilassare e risolvere i problemi di insonnia.
  • Il prugnolo selvatico apporta notevoli vantaggi in tutto il cavo orale: riduce le infiammazioni delle mucose faringee, della bocca, delle tonsille e della laringe. È ottimo, inoltre, contro stomatiti e gengiviti.
    Molte persone ne utilizzano il succo per fare i gargarismi quando hanno mal di gola, ottenendo ottimi risultati.
  • Il prunus spinosa è molto efficace anche contro i disturbi dell’apparato respiratorio, dimostrandosi particolarmente adatto a curare tosse e raffreddore, grazie alla sua funzione espettorante. In passato veniva utilizzato anche per la pleurite.
  • L’azione delle sostanze contenute dal prunus, in particolare della rutina e della quercetina, una volta all’interno del nostro organismo permette di depurare il sangue da tossine e impurità. Pertanto i prodotti a base di questa pianta possono prevenire problemi come la gotta e i reumatismi.
  • Anche la vescica e le vie urinarie traggono benefici dal consumo di prugnolo selvatico dato che, soprattutto i suoi fiori sono ottimi contro la ritenzione dei liquidi, agiscono contro i calcoli renali e le infiammazioni della vescica.
  • Alla stessa maniera dell’olivello spinoso, il prugnolo selvatico rafforza il sistema immunitario, grazie alla ramnazina. Questa sostanza è in grado di bloccare l’azione dei radicali liberi, l’ossidazione e l’invecchiamento cellulare.
  • Stando a ciò che affermano i risultati di un recente studio, le bacche di prugnolo selvatico sembrerebbero svolgere inoltre, in concomitanza con altre sostanze, un’importante attività

Gli usi in cucina variano a seconda dell’area. Quel che è certo è che il frutto del prugnolo selvatico è protagonista indiscusso del Bargnolino, liquore digestivo che nasce in Emilia, mentre si presta anche a conserve, confetture, gelatine, e come guarnizione per i secondi piatti.


PUNGITOPO

Il Pungitopo è una potente pianta medicinale

principi attivi presenti nelle piante di Pungitopo sono oli essenziali quali canfora, acetato di linalile, acetato di bornile, linalolo, anetolo e resine. Contengono inoltre diversi sali minerali quali calcio e nitrato di potassio, fitosteroli quali la ruscogenina, neuroscogenina, ruscina ed altri, diversi flavonoidi, zuccheri, acidi grassi ed acidi organici.
Le sue proprietà sono legate principalmente ai fitosteroli che conferiscono al pungitopo proprietà diuretiche con l’eliminazione dei clorurisedativo ed antinfiammatorio delle vie urinarie, ha effetti benefici nei confronti dei calcoli renali, cistiti, gotta, artrite e reumatismi non articolari.

Il pungitopo è il più potente vasocostrittore naturale che si conosca, utile nella terapia delle vene varicose con un’azione vasocostrittore esercitata soprattutto a livello dei capillare. Esplica un’azione antinfiammatoria che agisce diminuendo la fragilità capillare, aumentando il tono della parete venosa favorendo quindi la circolazione del sangue che si traduce in diminuzione della pesantezza e del gonfiore delle gambe.
Esplica anche un effetto benefico nei confronti delle emorroidi e delle flebiti.

Del pungitopo si utilizza prevalentemente il rizoma, da raccogliere in autunno o all’inzio della primavera, prima dell’emissione dei turioni. Va ripulito dalla terra e quindi tagliato e fatto essiccare e conservato in sacchetti di carta o barattoli di vetro. Si possono utilizzare anche i turioni del pungitopo poiché contengono gli stessi principi attivi.

Appena si parla di pungitopo in cucina la prima cosa che viene in mente sono le buonissime “Vriscare”. I giovani getti vengono assiduamente ricercati dagli intenditori per essere consumati, previa cottura, o conservati sott’olio o sott’aceto, come gli asparagi. Il sapore è simile a quello degli asparagi ma più amaro per tale ragione spesso vengono cotti in abbondante acqua e aceto per attenuare un pò l’amaro e poi preparato in conserve. Sono veramente squisiti come antipasto o per accompagnare carni, uova, in frittate, risotti e anche con i gamberetti. Oltre questo i getti sono ottimi per preparare grappe e liquori. Le bacche sono velenose ma sono sempre state utilizzate per decorare la casa.


RIBES NERO

Il ribes nero è considerato un elisir contro infiammazioni, malanni stagionali e stress, ed è l’alternativa naturale al cortisone.

Si differenzia dal ribes rosso per il colore, l’aroma ma anche l’utilizzo che si fa in erboristeria dei suoi frutti. Con le sue proprietà antinfiammatorie aiuta il sistema immunitario a difendere l’organismo da allergie e influenza, inoltre ha spiccate proprietà antinfiammatorie che ne fanno un rimedio perfetto per alleviare i dolori articolari e reumatici.

Oltre ai vari impieghi in medicina naturale e fitoterapia, i frutti del ribes nero sono apprezzati anche in cucina ed utilizzati per preparare torte, composte, marmellate, confetture, budini, centrifugati, budini, succhi e gelatine. In particolare, le bacche di ribes nero sono perfette per realizzare gustose marmellate dal sapore ricco e dall’aroma inconfondibile, inoltre sono eccezionali per fare grappe e liquori. Oltre questo si possono usare per condire e guarnire sia primi che secondi


RIBES ROSSO

Come tutte le bacche presenti in natura, anche il ribes rosso è composto principalmente da acqua, con una concentrazione che può arrivare all’80% del peso totale del frutto. Di notevole proporzione è anche il contenuto di vitamine del gruppo A, vitamine B e di tipo C e K.

E’ ricco anche di sali minerali, in particolare calcio, ferro, sodio, zinco, fosforo e potassio.

Un po’ come il ribes nero, anche il ribes rosso è un ottimo diuretico naturale oltre che un potente antinfiammatorio. La sua azione agisce anche sulla produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, da parte delle cellule surreali. Per questa ragione, è molto utile all’organismo per combattere infezioni e contrastare l’attacco di agenti patogeni esterni.

Visto il notevole complesso vitaminico che questo frutto può vantare, gli utilizzi terapeutici e cosmetici sono altrettanto importanti. Ecco una sintesi per punti delle principali applicazioni che il ribes rosso trova in medicina, fitoterapia e cosmesi:

  • Antinfiammatorio. Sopratutto per la cura delle affezioni dell’apparato urinario. Gli oli essenziale e i flavonoidi contenuti nei frutti e in alcune parti della pianta come le foglie più giovani, sono paragonabili a quelle del cortisone.
  • Efficace contro l’artrite e la ritenzione idrica. Anche se meno potente della varietà nigrum, anche il ribes rosso è consigliato per il trattamento delle artriti e per migliorare la diuresi. Sotto forma di infuso, bevuto 2-3 volte al giorno, combatte la ritenzione idrica e riduce i dolori articolari causati dalle infiammazioni. Stesso effetto anche sui dolori e le infiammazioni tipiche della gotta.
  • Depuratore naturale per tutto l’organismo. Utilizzato sopratutto in decotti, infusi e tisane aiuta a liberarsi dalle scorie e dai liquidi in eccesso. Assunto come succo, ha proprietà astringenti utili per curare e lenire gli stati diarroici.
  • Protettivo per la vista. Il consumo regolare di ribes rosso è collegato ad effetti positivi anche per gli occhi e la vista. I flavonoidi contenuti nei suoi frutti svolgono un’azione protettiva e antiossidante anche sulla retina, proteggendola dall’insorgenza di miopie e altre forme degenerative dei tessuti che si manifestano con l’avanzare dell’età.
  • Stimolante del sistema immunitario. Il ribes rosso, in effetti, è ricco di vitamina C, elemento essenziale per proteggere l’organismo dalle malattie influenzali. In tal senso, agisce come stimolante delle naturali difese del corpo.
  • Potente antiossidante. La virtù più apprezzata di questo frutto. L’alto contenuto vitaminico A, B, C, i flavonoidi, beta-carotene, zeaxantina, e criptoxantina, contrasta efficacemente l’azione dei radicali liberi ritardando l’invecchiamento cellulare.
  • Protezione naturale per la pelle. Grazie alla vitamina A, che protegge le mucose e la pelle dagli agenti atmosferici e dagli inquinanti presenti nell’atmosfera.
  • Vellutante naturale per corpo e capelli. Usato in cosmesi e fitoterapia come ingrediente base di oli e lozioni, è un idratante naturale che rende pelle e capelli setosi, vellutati e morbidi. In alcune formulazioni è addizionato ad altri principi attivi contenuti nella frutta ricca di vitamina E per un’azione ancora più intensa.

Oltre ai vari impieghi in medicina naturale e fitoterapia, i frutti del ribes rosso sono apprezzati anche in cucina ed utilizzati per preparare torte, composte, marmellate, confetture, budini, centrifugati, budini, succhi e gelatine. In particolare, le bacche di ribes nero sono perfette per realizzare gustose marmellate dal sapore ricco e dall’aroma inconfondibile, inoltre sono eccezionali per fare grappe e liquori. Oltre questo si possono usare per condire e guarnire sia primi che secondi


ROSA CANINA

L’appellativo ‘canina’ si deve a Plinio il Vecchio che narra di un soldato guarito dalla rabbia contratta dal morso di un cane proprio grazie a un decotto delle radici della pianta. Ciò dimostra che fin dall’antichità le virtù della rosa canina erano ben note, tanto che nel Medioevo veniva utilizzata come rimedio portentoso per il raffreddore.

Il più massiccio utilizzo si fa risalire alla Seconda Guerra Mondiale quando la rosa canina rappresentativa un’ importantissima fonte a basso costo di vitamina C, di cui sono ricchissime le bacche, in sostituzione dei medicinali tradizionali.

Tra le virtù principali si ricordano l’azione:

  • astringente e tonica, perché ricchi di tannino
  • antinfiammatoria
  • antisettica e cicatrizzante
  • vasoprotettrice, per cui migliorala circolazione sanguigna
  • antiallergica
  • blandamente diuretica

In particolare, gli estratti dei germogli più giovani presentano spiccate proprietà immuno-modulanti e antinfiammatorie. Sono dunque efficaci nel regolare e migliorare la risposta immunitaria dell’organismo contro allergie, malattie a carico dell’apparato respiratorio, congiuntiviti, asma, raffreddore e tosse.

Nella polpa e nella buccia sono presenti vitamina E, tannini, pectine e soprattutto bioflavonoidi, pigmenti naturali dall’azione antiossidante.

Il frutto migliora migliora la capacità di assorbimento di calcio e ferro nell’intestino. Si usa per farne uno sciroppo e come integratore di vitamina C.

petali in decotto aiutano a combattere diarrea, mal di gola e possono essere perfino spremuti per preparare un collirio.

In cucina si utilizza principalmente, oltre alle tisane, per fare ottime marmellate, per aromatizzare gli oli, vellutate e sorbetti. Molto conosciuta anche per i liquori e le grappe famose in tutta Italia.


SAMBUCO

Il sambuco vanta proprietà davvero interessanti. E’ molto ricco di vitamine tra cui la vitamina C e la vitamina A (queste si sfruttano in particolare tramite le bacche fresche) e sali minerali. Si può assumere quindi come vero e proprio integratore naturale. È inoltre una buona fonte di flavonoidi, sostanze antiossidanti.

Questa pianta è utile a rafforzare le difese immunitarie sia in fase preventiva che ai primi sintomi di raffreddore ed influenza. È considerato un buon antinfluenzale naturale grazie soprattutto alle sue proprietà diaforetiche (ovvero la capacità di aumentare la sudorazione) che consentono l’abbassamento della temperatura corporea in caso di febbre.

Si tratta inoltre di un rimedio diuretico, digestivo e lassativo, richiama infatti acqua nell’intestino facilitandone la regolarità. Vanta inoltre doti antinfiammatorie e antireumatiche, aiuta tra l’altro ad eliminare l’acido urico in eccesso nel corpo.

Grazie sempre alla sua capacità di favorire la sudorazione, il sambuco è anche un buon rimedio depurativo che favorisce l’eliminazione delle tossine. Molto utile anche in caso di problemi alle vie respiratorie le cui mucose contribuisce a sfiammare, aiutando anche a fluidificare ed espellere il muco in eccesso.

Il sambuco migliora inoltre la circolazione sanguigna e contribuisce ad eliminare alcuni tipi di dolori in particolare quelli associati al mal di testa o localizzati sulla schiena.

Si può inoltre considerare una sorta di antibiotico naturale in grado di bloccare la crescita dei batteri fino al 70%.

In cucina le bacche possono essere usate in molti modi, ma non crude. Si può preparare una gustosa marmellata, o da utilizzare per farcire deliziose crostate e torte. Le bacche sono ottime anche per realizzare il succo o lo sciroppo, bevanda estiva molto fresca e dissetante, nonchè le grappe. Ma quello che rende il suo utilizzo famoso in tutta Italia è il liquore.


SILENE

Il silene è nota fin dall’antichità per le sue proprietà depurative. Fornisce buon apporto di vitamina C, sali minerali, acidi grassi essenziali e saponine. Ha proprietà diuretiche, favorisce il transito intestinale concorrendo al benessere dell’intestino, può essere utilizzata per alleviare i disturbi agli occhi. Ha proprietà emollienti ed è pertanto utilizzata nella preparazione di cosmetici, dai saponi alle creme.

In cucina si utilizzano i germogli, tagliati a una lunghezza di circa 5 centimetri e le foglie, il sapore è delicato leggermente amarognolo. Può essere consumata cruda nelle insalate, ma la maggior parte delle ricette la utilizza appena scottata in padella o bollita per preparare frittate, torte salate, ma anche minestre e risotti. I suoi frutti invece sono ottimi per preparare decotti, tisane, liquori e grappe.


SORBO SELVATICO

Sorbus aucuparia

Questi piccoli pomi, che chiameremo sorbe, sono ricchi di acido malico, contenuto in abbondanza anche nelle mele, che facilita i processi digestivi, combatte l’acidità gastrica, allevia il gonfiore addominale, favorisce l’attività del fegato. Nelle sorbe inoltre abbonda la vitamina C, sostanze utilissima per molti processi dell’organismo, come l’assorbimento di altre sostanze nutritive (ferro, acido folico), per combattere i radicali liberi, per aiutare l’organismo a difendersi da infezioni e malanni di stagione. 

La polpa di questi frutti è famosa fin dall’antichità mescolata alle farine, per insaporirle ed allungarle quando il grano scarseggiava. Si prestano molto anche per realizzare conserve e confetture, nonchè liquori e grappe, tra cui il Sorbolino. Alcuni li usano anche per condire i secondi piatti.


SALSAPARIGLIA-STRACCIABRAGHE

La salsapariglia è una pianta dall’azione diuretica, depurativa, espettorante ed emetica. Molto utile contro influenza, artrite, asma, gotta, reumatismi ed eczemi, la sua radici contiene utili principi attivi come la smilacina, la salsasaponina, glucidi, colina, saponina, tannini, potassio e calcio.

La salsapariglia è nota anche come fitodepuratore poichè tollera molto bene i metalli eaccumula scarsamente il piombo, lo zinco e il cadmio nelle sue foglie. Perciò è utile per ridurre il rischio di trasferimento dei metalli nella catena alimentare.  

Le bacche non sono commestibili per l’uomo, ma si possono utilizzare come bellissime decorazioni. I germogli invece sono molto utilizzati per condire primi e secondi piatti, e soprattutto come guarnizione per le frittate. Oltre questo sono molto buoni anche i loro amari, liquori e grappe.


SUSINO SELVATICO

In generale si tratta di un frutto dalle notevoli proprietà antiossidanti, questo secondo i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti, pertanto il consumo di susine aiuta a combattere l’invecchiamento e i radicali liberi perché abbondano in polifenoli, e non sono da meno dei più decantati mirtilli neri.

Entrambi i frutti si consumano freschi ma le prugne si possono anche essiccare anche se il loro contenuto calorico e zuccherino aumenta notevolmente.

Entrambe hanno proprietà lassative dovute alla presenza della difenil-isatina e di tante fibre. I benefici non sono solo per l’intestino ma anche per il sangue poiché viene facilitata l’eliminazione del colesterolo ‘cattivo’, il famigerato colesterolo LDL. Inoltre, l’elevata concentrazione di potassio fa sì che susine e prugne siano anche diuretiche e utili a combattere la ritenzione idrica.

Dal punto di vista culinario, sono perfette per i dolci come farcitura o decorazione e nelle marmellate, ma si accompagnano altrettanto bene nei piatti salati a base di carne e salumi. Il piatto più famoso forse è l’arrosto natalizio alla frutta secca. Inoltre sono ottime per ricavarne grappe e liquori.


UVA SPINA BIANCA

L’uva spina Bianca è composta dalla maggior parte di acqua come l’uva e quindi avremo sino ad oltre l’87% di acqua. Inoltre l’uva spina è ricca di fibra alimentare sino al 55, di proteine al 1% e di una piccola parte di grassi vegetali buoni allo 0,6%.

La presenza di fibra aiuta notevolmente il transito intestinale e la presenza simultanea di acqua incentiva maggiormente l’evacuazione aiutando notevolmente nei problemi di stitichezza. Il mix di fibra solubile e insolubile presenti nell’uva spina aiuta così a ridurre i rischi di incorrere nel diabete e controlla i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre l’uva spina è un serbatoio eccellente di minerali e vitamine che la rendono un ottimo integratore naturale.

Il fitocomplesso dell’uva spina contiene flavonoidi, betacarotene, polifenoli, folati e antociani che sono tutti principi attivi utili al benessere del nostro organismo.

La presenza di vitamine e altri principi attivi dalle proprietà antiossidanti permettono all’uva spina di avere un azione mirata sui radicali liberi che sono la principale causa dell’invecchiamento cellulare. In particolare la copresenza di vitamina C e antiossidanti aiuta a proteggere il DNA e le cellule stesse del nostro corpo dal danno da radicali liberi fermando il processo ossidativo.

Inoltre la vitamina C serve per mantenere la pelle il salute grazie alla produzione del collagene ed è essenziale per abbassare il rischio di ipertensione e malattie cardiocircolatorie. Infine la vitamina C come tutti sappiamo aiuta e sostiene l’attività del nostro sistema immunitario.
Un’ altra principale proprietà dell’uva spina è di essere diuretica grazie alla presenza di molta acqua e di principi attivi specifici.

L’azione mirata alla facilitazione della minzione aiuta l’eliminazione delle tossine dal corpo e abbassa così l’acidosi dell’intero organismo uno dei fattori che portano più a rischio il nostro corpo di incorrere in infiammazioni e malattie.
Infine l’uva spina ha un azione astringente e antibatterica naturale che aiuta sia il sistema immunitario a fare il proprio lavoro sia ad abbassare le eventuali infezioni presenti. E’ persino capace di aumentare la presenza di globuli bianchi che difendono il nostro corpo dagli attacchi di batteri e altre sostanze dannose per noi.

Le ricette principali date da questo frutto sono la gelatina e la crostata, ma è altrettanto ottima per farne conserve, confetture, liquori e grappe.


UVA SPINA ROSSA

L’uva spina Rossa è composta dalla maggior parte di acqua come l’uva e quindi avremo sino ad oltre l’87% di acqua. Inoltre l’uva spina è ricca di fibra alimentare sino al 55, di proteine al 1% e di una piccola parte di grassi vegetali buoni allo 0,6%.

La presenza di fibra aiuta notevolmente il transito intestinale e la presenza simultanea di acqua incentiva maggiormente l’evacuazione aiutando notevolmente nei problemi di stitichezza. Il mix di fibra solubile e insolubile presenti nell’uva spina aiuta così a ridurre i rischi di incorrere nel diabete e controlla i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre l’uva spina è un serbatoio eccellente di minerali e vitamine che la rendono un ottimo integratore naturale.

Il fitocomplesso dell’uva spina contiene flavonoidi, betacarotene, polifenoli, folati e antociani che sono tutti principi attivi utili al benessere del nostro organismo.

La presenza di vitamine e altri principi attivi dalle proprietà antiossidanti permettono all’uva spina di avere un azione mirata sui radicali liberi che sono la principale causa dell’invecchiamento cellulare. In particolare la copresenza di vitamina C e antiossidanti aiuta a proteggere il DNA e le cellule stesse del nostro corpo dal danno da radicali liberi fermando il processo ossidativo.

Inoltre la vitamina C serve per mantenere la pelle il salute grazie alla produzione del collagene ed è essenziale per abbassare il rischio di ipertensione e malattie cardiocircolatorie. Infine la vitamina C come tutti sappiamo aiuta e sostiene l’attività del nostro sistema immunitario.
Un’ altra principale proprietà dell’uva spina è di essere diuretica grazie alla presenza di molta acqua e di principi attivi specifici.

L’azione mirata alla facilitazione della minzione aiuta l’eliminazione delle tossine dal corpo e abbassa così l’acidosi dell’intero organismo uno dei fattori che portano più a rischio il nostro corpo di incorrere in infiammazioni e malattie.
Infine l’uva spina ha un azione astringente e antibatterica naturale che aiuta sia il sistema immunitario a fare il proprio lavoro sia ad abbassare le eventuali infezioni presenti. E’ persino capace di aumentare la presenza di globuli bianchi che difendono il nostro corpo dagli attacchi di batteri e altre sostanze dannose per noi.

Le ricette principali date da questo frutto sono la gelatina e la crostata, ma è altrettanto ottima per farne conserve, confetture, liquori e grappe.


UVA URSINA

L’uva ursina ha molti principi attivi, ed è molto utile per il nostro corpo, anche se è consigliato non farne un uso prolungato. Il principale principio attivo a cui è imputata questa azione benefica è l’arbutina, un antibatterico naturale che prima di raggiungere le vie urinarie subisce una trasformazione nell’intestino e libera una particolare sostanza capace di neutralizzare i batteri presenti nel tratto urogenitale.

Questo processo è favorito da un ambiente basico, per cui è consigliabile mangiare molta frutta e verdura a foglia larga per massimizzare gli effetti dell’uva ursina. In alternativa è possibile consumare piccole quantità di bicarbonato di sodio per alcalinizzare le urine. I tannini contenuti nell’uva ursina, inoltre, svolgono un’azione astringente che risulta utile per il trattamento della diarrea e delle infezioni urinarie accompagnate da minzione dolorosa e forte bruciore.

In cosmesi, l’uva ursina è utilizzata come sbiancante naturale per la pelle, poiché inibisce un enzima che trasforma la tiroxina in melanina e da origine alle macchie solari.

Usi e applicazioni

L’uva ursina può essere prescritta dal medico curante per la cura di :

  • cistite acuta e cronica
  • uretrite
  • colobacillosi
  • ipertrofia prostatica
  • cistiti da catetere

Le preparazioni comuni sono l’infuso, il decotto o il macerato freddo. Attraverso questi preparati si favorisce l’attività diuretica con un conseguente beneficio per le vie urinarie.

L’uva ursina al palato risulta alquanto aspra, ma è versatile per preparare ottime grappe.

Guida a cura di Meluzzi Alessandro


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