Gli incendi boschivi

Gli incendi boschivi – Come si formano? Da cosa sono causati?

Gli incendi boschivi sono una reazione di combustione non controllata che si sviluppa senza limitazioni spazio-temporali che comporta l’ossidazione del materiale vegetale (combustibile) ad opera dell’ossigeno atmosferico (comburente) che si riduce generando fiamme, fumo e calore.
Combustibile e comburente devono essere presenti in proporzioni adeguate, in caso contrario la combustione non può avvenire mentre se l’incendio è già in atto, si avrà l’estinzione del fuoco.

Il 95% degli incendi che hanno luogo in area mediterranea sono causati dall’uomo in modo colposo (mozziconi di sigaretta gettati senza essere spenti, residui di brace non estinti, scintille di strumenti atti al lavoro) o doloso (appiccato per volontà cosciente) mentre il restante 5% sono dovuti a causa naturale (fulmini).
Talvolta le fiamme vengono imputate anche ad autocombustione ma tale attribuzione è da ritenersi poco attendibile poichè il materiale presente nel bosco non è tra quello soggetto ad autocombustione ne si presenta ammassato, cioè nella condizione di rendere possibile il fenomeno.

Quattro sono le tipologie di incendio boschivo.

Incendio radente

Si propaga nel sottobosco della foresta, bruciando la lettiera, i cespugli, le erbe ed i detriti morti potendo anche estendersi a prati, pascoli e formazioni cespugliose.

GLI INCENDI BOSCHIVI
Incendio radente

Incendio di chioma o di corona

Si propaga da una cima dell’albero all’altra.

GLI INCENDI BOSCHIVI
Incendio di chioma o di corona

Incendio di barriera

Costituito dall’incendio radente e l’incendio di chioma che formano un unico fronte di fiamma

GLI INCENDI BOSCHIVI
Incendio di barriera

Incendio sotterraneo

Si propaga all’interno della lettiera e dell’humus, nello strato che copre il suolo minerale, avanza molto lentamente ma può essere molto grave perchè danneggia l’apparato radicale delle piante

GLI INCENDI BOSCHIVI
Incendio sotterraneo

Di fatto un incendio si comporta come una bassa pressione: per svilupparsi e alimentarsi consuma una grande quantità di ossigeno in modo tale da originare intensi (fino a 80 km/h) e secchi venti che dalle zone circostanti sono diretti verso il focolaio continuando ad alimentarlo.

Inoltre vasti incendi possono dare luogo alla formazione di pirocumuli, un tipo di cumuli originati da un processo convettivo innescato dal fuoco che determina la formazione di intense correnti d’aria calda ascendenti che assieme a grandi quantità di vapore acqueo, liberato dalla combustione della vegetazione, condensano ad una certa quota formando il cumulo.

In alcuni casi queste formazioni nuvolose quando ben sviluppate possono originare anomali rovesci in grado di circoscrivere o addirittura estinguere le fiamme.

Diversi sono i fattori di base che influenzano il comportamento degli incendi boschivi.

Anatomia e fisiologia vegetale

La forma affusolata e rada della chioma di alcune piante fa si che non si accumulino foglie morte tra le fronde e aiuta a dissipare il calore.
L’ingrediente più importante per la loro combustione è il contenuto di acqua, determinato dalle precipitazioni, dal vento, dalla temperatura e dall’umidità atmosferica. Quando questo valore è maggiore del 25% circa, l’accensione dell’incendio è resa possibile solo con un consistente contributo esterno di calore.
Infine mentre la componente resinosa di alcune piante (conifere) accelera la combustione, i componenti volatili infiammabili di altre (cipressi) degassano a poco a poco, rallentando il fuoco.

Agenti meteorologici

Precipitazioni

Il valore che interessa non è tanto la quantità, ma la loro distribuzione nel tempo; infatti e nei periodi di prolungata siccità si generano le condizioni ideali per l’innesco di un incendio.

Vento

Ricopre un ruolo fondamentale perché è in grado di trasportare grandi quantità d’aria per la combustione, essicca i combustibili vegetali ottimizzando l’evaporazione, sparge i tizzoni anche a grande distanza (salto di fuoco) e soprattutto determina la direzione, la forma e la velocità di propagazione delle fiamme.
In caso di calma di vento l’incendio si propaga lentamente ma costantemente in tutte le direzioni mentre in presenza di vento il focolaio assumerà una forma ellittica con un fronte in rapido avanzamento nella direzione del vento con minor progressi sui fianchi e sul lato controvento.
La velocità di propagazione di un incendio è il 3% la velocità del vento (per es. su un incendio spira un vento a 100 km/h la velocità di propagazione delle fiamme sarà di 3 km/h).

Temperature

Elevati valori termici essiccano i corpi vegetali e li riscaldano, facilitando cosi il raggiungimento della temperatura di accensione.

Umidità atmosferica

Agisce direttamente sul contenuto d’acqua dei combustibili, principalmente di quelli morti.
In genere l’umidità deve essere sotto al 50%, sotto il 26%/27% il rischio di incendi è alto.

Caratteristiche geomorfologiche (aspetto del territorio)

Quota

Per la diversa vegetazione, per la differenza di temperatura e di precipitazioni. In genere la predisposizione al verificarsi di incendi boschivi diminuisce con l’aumentare della quota, soprattutto in quelle zone in cui nevica durante l’inverno.

Pendenza

L’inclinazione di un versante determina il formarsi di un angolo tra la superficie e i raggi del sole. Tanto più questo angolo sarà prossimo ai 90° (angolo retto), tanto maggiore sarà l’effetto dei raggi solari sul suolo. Tale angolo varia anche con la latitudine, la stagione e l’ora del giorno.

Esposizione

Il versante si scalderà maggiormente quanto più numerose saranno le ore di esposizione al sole; esso sarà tanto meno umido quanto più sarà esposto ai venti ed alle brezze. Anche la vegetazione cambia: si troveranno specie più verdi e quindi meno combustibili sui versanti con minor esposizione solare, piuttosto che nei versanti con maggiore esposizione.

Infine, quanto incidono i cambiamenti climatici su questi fenomeni?

Puntiamo l’attenzione sull’aumento delle ondate di calore, siccità, stress idrici prolungati per assenza di precipitazioni (pioggia e neve): questo significa che aumenterà il numero delle giornate in cui la vegetazione, a causa di ondate di calore e stress idrico dovuto a diminuzione di precipitazioni, sarà in condizioni tali da favorire gli incendi. In sostanza la tendenza seguita a causa del cambiamento climatico ci anticipa un futuro in cui la stagione degli incendi sarà prolungata.

Futuro difficile non solo per effetto dei cambiamenti climatici, ma anche per i cambiamenti di uso di suolo, come l’abbandono delle campagne e l’espansione delle aree urbane, per cui la stagione degli incendi è destinata a diventare ancora più scottante.

Paolo Vincenzi e Ramon Rubino


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