Il caldo

Cosa accade al nostro corpo quando fa caldo?

Sempre più spesso, nel periodo estivo, l’Italia viene raggiunta da ondate di caldo sempre più intense di matrice nord africana che ci hanno ormai fatto dimenticare le più miti e sopportabili estati mediterranee degli scorsi decenni quando a farla da padrone era ancora l’anticiclone delle Azzorre.

Il nostro organismo è in grado di adattarsi alle variazioni della temperatura ambientale grazie alla sua capacità di termoregolazione ovvero alla capacità di mantenere costante la temperatura corporea mettendo in atto una serie di processi fisiologici che hanno come fine ultimo la regolazione di questa.
Il centro di controllo della temperatura corporea è localizzato nell’ipotalomo, una struttura del sistema nervoso centrale che si trova nel cervello. L’ipotalamo presenta cellule sensibili alla variazione di temperatura che permettono al nostro organismo di mettere in atto quell’insieme di meccanismi fisiologici che, in caso di elevata temperatura ambientale, fanno in modo che il nostro corpo perda calore impedendone il “surriscaldamento”.
Il corpo umano è infatti in grado disperdere il calore in ecceso attraverso due principali modalità: sudorazione e vasodilatazione cutanea.

SUDORAZIONE

La sudorazione si verifaca per stimolazione nervosa delle ghiandole sudoripare localizzate nel derma atte alla produzione di sudore che evapora una volta secreto sulla superficie cutanea.
L’ evaporazione è un cambiamento di fase che consiste nel passaggio di stato da liquido a gassoso sottraendo energia (calore) all’ambiente circostante. Così il sudore evaporando sottrae calore all’aria in prossimità alla pelle determinando un raffreddamento di questa che a sua volta provoca un raffreddamento cutaneo che porta ad una riduzione della temperatura corporea.

Il caldo

VASODILATAZIONE

La vasodilatazione cutanea si verifica per stimolazione nervosa dei vasi sanguigni della pelle la cui tonaca muscolare rilassandosi determina un aumento del calibro di questi con conseguente aumento del flusso sanguigno che rilascia calore verso l’esterno.

Il caldo

Un importante parametro in grado di variare la nostra percezione del caldo è l’umidità dell’aria. A seconda del valore che questa assume è possobile distinguere tra caldo torrido (secco) e caldo afoso (umido).

CALDO TORRIDO

Il caldo

Per caldo torrido si intende un caldo secco caratterizzato da elevati valori di temperatura ma da bassi tassi di umidità relativa.
Ne sono un esempio le giornate estive nel riminese quando spira il Garbino.
In questo caso l’organismo mantiene agevolmente la temperatura corporea poichè la dispersione del calore in eccesso risulta facilita dalla limitata presenza di vapore acqueo nell’aria che facilita l’evaporazione del sudore in modo tale da rendere questo caldo più sopportabile.

CALDO AFOSO

Il caldo

Per caldo afoso si intende invece un caldo umido caratterizzato da elevati valori di temperatura e da valori medio/alti di umidità relativa.
Ne sono un esempio le giornate estive nel riminese quando spirano correnti più umide dal mare.
In questo caso l’organismo fatica a regolare la propria temperatura corporea in quanto la dispersione del calore in eccesso risulta ostacolata dall’eccessiva presenza di vapore acqueo nell’aria che limita l’evaporazione del sudore in modo tale da rendere questo caldo difficilmente sopportabile.

INDICE DI CALORE HUMIDEX

L’indice di calore Humidex mostra la temperatura apparente percepita dal nostro corpo al variare della temperatura reale e dell’umidità relativa.
Se ad esempio abbiamo una temperatura reale di +30° e una umidità relativa del 30% la temperatura apparente percepita sarà di +32° mentre se l’umidità relativa è dell’80% la temperatura apparente percepita sarà di +43°.

In realtà la temperatura apparente percepità dipende anche da altri fattori quali: età dell’individuo, corporatura, attività fisica che sta svolgendo, abbigliamento indossato ecc.

INDICE DI THOM

L’indice di Thom misura invece il grado di disagio percepito dall’organismo umano in situazioni ambientali caratterizzate da alta temperatura dell’aria ed elevato grado di umidità relativa.
Si tratta di uno strumento utilizzato in ambito biometeorologico per misurare il livello di disagio percepito dal corpo umano e l’eventuale pericolo per la salute.

Articolo a cura di Paolo Vincenzi


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