La Pioggia – Una pioggia di sabbia

Quante volte vi è capitato che inizi a piovere pochi giorno dopo aver tirato a lucido la carrozzeria della vostra automobile, vanificando così il vostro lavoro di pulizia? E quando la pioggia è accompagnata da sabbia desertica? Allora il disappunto è ancora maggiore.


La pioggia accompagnata da sabbia del deserto è un fenomeno piuttosto comune in Italia in qualsiasi periodo dell’anno, anche se con maggior incidenza in autunno e in inverno.

Ciò in genere si verifica in presenza di un profondo centro di bassa pressione localizzato tra penisola Iberica e Marocco e un campo di alta pressione sull’Europa orientale e sui Balcani.

Tale configurazione determina l’attivazione di un consistente flusso di correnti dai quadranti meridionali che, originandosi nel deserto del Sahara, è in grado di sollevare ingenti quantitativi di polveri sabbiose fino a quote atmosferiche comprese tra i 5.000 e i 10.000 m agevolandone il trasporto verso il bacino del Mediterraneo e la nostra penisola.

La Pioggia

Nel luogo in cui tali correnti si originano, l’aria presenta un contenuto in vapore acqueo molto limitato che facilita il sollevamento di grandi quantitativi di granelli di sabbia di diverse dimensioni che vengono condotti a quote anche molto elevate.

In seno a queste forti correnti, le polveri vengono sottratte principalmente dal settore libico, tunisino e algerino rimanendo in sospensione a livello degli strati nuvolosi che si accompagnano al flusso, a causa dei moti verticali ascendenti e alla turbolenza presente.                                               

Non tutta la sabbia riesce però ad attraversare il Mediterraneo, ma solo i granelli più piccoli mentre la restante quantità in sospensione tende a precipitare, in proporzione al suo peso, a diverse distanze dal luogo d’origine.

Le particelle sabbiose fungendo da nuclei di condensazione promuovono ed agevolano il passaggio di stato del vapore acqueo ad acqua allo stato liquido permettendo la formazione di piccolissime goccioline che porteranno alla formazione di nubi e possibili piogge.

Il cielo verrà così ad assumere un caratteristico colore tra il giallognolo e il rosso opaco mentre le gocce di pioggia depositeranno sulle superfici il pulviscolo che sarà visibile come un sottile strato impalpabile a seguito dell’evaporazione dell’acqua.                                                                       

In caso di temperature prossime o inferiori a zero gradi le particelle sabbiose potranno fungere da nuclei di congelamento consentendo la formazione di cristalli di neve che aggregati in fiocchi si accumuleranno al suolo originando un manto nevoso dall’affascinante colore rosato.

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