Riccione Dati Principali:

  • Popolazione -35.181
  • Superficie – 17.502
  • Densità – 2.010tanti/Km2
  • Altitudine -12 m.s.l.m.

Riccione (Arciôn in dialetto romagnolo) è un comune italiano di 35 181 abitanti della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna. Soprannominata “La Perla Verde dell’Adriatico” (grazie alla particolare abbondanza di verde urbano), è una delle principali mete turistiche estive della Riviera romagnola e dell’Italia settentrionale. È il secondo comune della provincia per popolazione e il 17° in regione. Fa parte della cosiddetta metropoli costiera (o balneare), un’area densamente popolata parallela al mare che dalla provincia di Ravenna arriva fino a Cattolica.

I più antichi ritrovamenti archeologici nel territorio, esposti nel museo cittadino, risalgono al II secolo a.C. La posizione lungo la via Flaminia, strada di collegamento che a Rimini si raccorda con le direttrici verso Ravenna (e il porto di Classe) e verso la pedemontana per Piacenza e Milano (che i romani a più riprese avevano trasformato in Via Emilia), rendevano importante la zona. Al tempo della Repubblica romana, il primo aggregato abitativo aveva il nome di Vicus Popilius e si trovava nel quartiere San Lorenzo, dove il sito archeologico (scavo aperto sotto la farmacia) è visitabile. A poca distanza è presente anche un ponte romano sul Rio Melo.

I contatti con popoli lontani da parte dei riccionesi dell’epoca romana sono testimoniati dai resti archeologici rinvenuti presso le necropoli di questo centro. Risulta attualmente difficile ricostruire il periodo delle invasioni barbariche, come pure indagare sull’alto medioevo (caratterizzato tra l’altro dall’occupazione bizantina). Tra i principali ritrovamenti del periodo troviamo una salita posta sulla Flaminia, che pare costringesse a richiedere aiuto per mezzo di forze animali, da aggiungere ai carri particolarmente carichi di merci (si sono ritrovati i resti di un primitivo “impianto di salita”).

Nel 1260 si insedia a Riccione la famiglia fiorentina degli Agolanti, legati ai signori di Rimini, i Malatesta, dei quali rimangono tuttora i resti del castello omonimo sulle colline della città. Passando dall’epoca dei vicariati (i Malatesta non erano i veri signori della città, ma vicari del Papa) a quella del definitivo controllo del territorio da parte dello Stato della Chiesa, si entra nell’epoca dell’Antico Regime: pochi avvenimenti importanti si succedono, con l’unica eccezione della costruzione attorno al ‘600 di alcune torri di guardia lungo la spiaggia a difesa del territorio dalle scorrerie dei pirati. Si conserva ancora tutt’oggi nel comune il testo con le regole da seguire in caso di avvistamento di estranei provenienti dal mare (naufraghi da mettere in quarantena o sbarchi ostili).

Nell’Ottocento si pensò di utilizzare la spiaggia. Si segnalano addirittura proposte di utilizzo di parte dell’arenile (come alcuni specchi d’acqua della tenuta Salvoni, nel 1884) come campi per risaie. Progetto poi avversato con successo da chi invece intendeva utilizzare il litorale a scopo turistico.

Le origini del turismo a Riccione risalgono alla fine dell’Ottocento, quando cominciano a sorgere in città diverse residenze utilizzate da persone facoltose che giungevano sul posto per mezzo della linea ferroviaria Bologna – Ancona, pienamente operativa attorno all’ultimo ventennio del secolo. Nel 1880 il Conte Giacinto Soleri Martinelli, dopo aver acquistato una fascia di terreno che andava dal fosso Martinelli all’attuale Viale Ceccarini, diede il via alle prime lottizzazioni destinate ad edifici per la villeggiatura, pensando ad un progetto di città giardino simile a quello già attuato a Marina di Rimini.

Un’impronta decisiva allo sviluppo della città si deve ai coniugi Ceccarini ed in particolar modo alla moglie Maria Boorman, di origine statunitense, a cui venne dedicata una lapide negli anni novanta sul lungospiaggia. Boorman, vedova del marito medico, diede un notevole contributo economico per la costruzione dell’ospedale cittadino e per tante altre importanti iniziative sociali. In suo onore è stata eretta anche una statua, installata il 9 ottobre 2012. L’opera è stata realizzata per iniziativa della rivista locale “Famija Arciunesa” dallo scultore cesenate Leonardo Lucchi. Mentre era in corso la Prima Guerra mondiale, Riccione e il territorio di Rimini subirono un forte sciame sismico, terminato con il terribile schianto del 16 agosto 1916 che devastò la cittadina. Nell’immediato primo dopoguerra cominciò una ripresa sorprendente, accelerata dopo l’affrancamento dal comune di Rimini per effetto del Regio Decreto del 19 ottobre 1922 (confermato da un ulteriore decreto firmato dal Re e dal Duce in data 1º Marzo 1923). È dunque dal 1922 che Riccione cessa di essere una frazione di Rimini e diventa comune autonomo. Il primo sindaco, eletto il 4 novembre 1923, fu Silvio Lombardini (1866-1935), pubblicista ed editore, originario di Santarcangelo di Romagna.

Negli anni trenta vengono realizzati i primi allacciamenti alla rete di luce, acqua e gas. Nasce l’Azienda di Soggiorno e la filovia, sono costruiti i ponti sul Rio Melo e sul Marano e viene implementata la viabilità. La cittadina conta ora un afflusso medio annuale di 30.000 turisti e più di 80 strutture alberghiere. Le ville ricche di verde che avevano fatto definire questa località la Perla Verde dell’Adriatico, cominciano già a cedere il posto alle nuove strutture alberghiere.

La crescente importanza turistica che cominciò ad interessare tutta la Riviera romagnola spinse anche le alte cariche dello stato dell’epoca a scegliere Riccione come luogo di villeggiatura. Nel 1934 Benito Mussolini acquistò un grande immobile nella zona sud (ricavato dall’unione di due proprietà, con la chiusura di una strada pubblica), che utilizzò per le vacanze sul mare diventando la sua residenza estiva per dieci anni. Particolarmente sfarzosi erano i suoi soggiorni, con l’arrivo in idrovolante e per la presenza fissa di una nave da guerra al largo della costa. La nave Aurora, lunga 75 metri, di proprietà di Mussolini era un bottino di guerra pagato dall’Austria. Una parte dell’edificio di proprietà del dittatore, chiamato Villa Mussolini, verrà lasciato in totale abbandono per anni nel dopoguerra e restaurato solo molti anni dopo a scopo storico-didattico. Oggi è la villa è di proprietà del comune ed è aperta a mostre ed eventi pubblici.

Il fronte della seconda guerra mondiale passa provocando molti danni e vittime, con numerosi sfollati che si rifugiarono nella Repubblica di San Marino per sfuggire ai bombardamenti. La ricostruzione coincise con il decisivo decollo del settore terziario, che avvenne nel secondo dopoguerra quando Riccione, congiuntamente al suo turismo di massa, diventa una passerella mondana, meta vacanziera di personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport quali Pelé, Mina, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica, Fred Buscaglione, Gina Lollobrigida e tanti altri. Molta parte della storia riccionese durante il ventennio fascista e il boom turistico è raccontata dagli storici Dante Tosi (cui è dedicata la banchina del porto) e Giancarlo D’Orazio in diversi scritti.

Le frazioni di Riccione sono Case Chiesa Vecchia, Case del Molino, Case Mazzotti , Case Monaldini, Case Muratori, Case Trebbio, Fogliano Marina, Marano.

Cod. postale47838
Prefisso0541
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT099013
Cod. catastaleH274
TargaRN
Cl. sismicaZona 2 (sismicità media)
Nome abitantiRiccionesi
PatronoSan Martino
Giorno festivo11 Novembre

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