San Giovanni in Marignano

  • Popolazione -9.452
  • Superficie – 21.37 km2
  • Densità – 442 Abitanti/Km2
  • Altitudine -29 m.s.l.m.

San Giovanni in Marignano (Sin Giàn o San Zvan in Marignèn in romagnolo) è un comune italiano di 9.475 abitanti della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna.

È considerato la porta di ingresso alla Valconca, le spiagge di Cattolica si trovano a pochi chilometri e intorno si alzano le prime colline appenniniche.

Dalle origini medievali, il paese era considerato il “granaio dei Malatesta” per le sue fertili colline. Giuseppe Garibaldi vi passò nel 1859 rivolto alla popolazione in favore della causa italiana.

Ogni anno, nel mese di giugno, vi si tiene la Festa delle Streghe, revival dei miti medievali di magia nera e stregoneria sposati al turismo e alla riviera romagnola.

La cittadina ha legato il proprio sviluppo all’agricoltura di questa pianura, ad un territorio fertilissimo ancora oggi disegnato da belle campagne ordinatamente lavorate, dove il grano e il vino sono abbondanti e di ottima qualità. Le antiche fortificazioni e la stessa struttura del paese ci raccontano dell’importanza che il borgo aveva ai tempi della signoria malatestiana. Oggi San Giovanni è anche sede di aziende di importanza internazionale nei settori dell’alta moda e della cantieristica navale. Il sapiente recupero della propria cultura, dei beni architettonici e un’innata vocazione per il teatro e la musica, ne fanno uno dei poli culturali più attivi e importanti della provincia di Rimini. Fiere, mercatini e, una settimana all’anno, intorno alla Notte delle Streghe, rivivono, secondo la tradizione, i misteri e le fascinazioni del solstizio d’estate.

Le origini di San Giovanni sono strettamente interconnesse all’evoluzione della Valle del Conca, abitata fin dal Paleolitico; i Romani, fondarono un insediamento che, con ogni probabilità, era caratterizzato da una produttiva villa dedita alla produzione agricola e al commercio con il Mediterraneo, sita nella zona di Madonna del Monte, in territorio collinare. Grazie all’opera di bonifica attuata dai Benedettini Cassinesi di dissodamento probabilmente intorno alla seconda metà del XIII secolo, l’abitato si è spostato in pianura in prossimità del torrente Ventena. Crescendo di dimensioni nei secoli, l’abitato si estende al di là dei confini originari, con la costruzione di diverse abitazioni, ma anche di edifici pubblici.

Nel Quattrocento il territorio riminese era dominato dalla Signoria dei Malatesta, sotto il controllo nominale dello Stato della Chiesa. Quando tra il 1438 e il 1442 Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, riorganizza le difese del territorio, con la probabile consulenza di Filippo Brunelleschi, interviene anche su San Giovanni in Marignano, dotando il paese di una nuova cinta muraria, con sei torrioni e due torri portaie dotate di ponte levatoio.

Le mura del borgo fortificato, tuttora largamente visibili seppure inglobate in proprietà private, hanno oggi punti significativi di delimitazione nella torre campanaria, nel teatro Massari, nel ponte sul Ventena nella parte a nord-est della città e in alcuni superstiti bastioni.

Questo impianto, realizzato in pianura, difendeva l’importante deposito di grano conservato nel sottosuolo del borgo fortificato, dotato di numerose fosse ipogee per la conservazione cerealicola, che hanno attribuito a San Giovanni il nome di “Granaio dei Malatesta”. Nel XV secolo, sono attestate oltre 200 fosse da grano e ancora nell’Ottocento, nella strada principale, sono presenti e censiti nell’Archivio storico comunale, 128 contenitori ipogei, in parte tuttora visibili. Nel Cinquecento, i Malatesta, la Repubblica di Venezia e lo Stato della Chiesa si contesero il territorio romagnolo; ciò determinò un periodo di crisi e impoverimento, che terminò quando nel 1529 la Romagna, e quindi San Giovanni, passò sotto il dominio della Chiesa, restandovi fino al 1859, salvo la breve parentesi napoleonica dal 1797 al 1814.

Negli ultimi decenni del potere pontificio e nel primo decennio del nuovo Regno d’Italia, le idee mazziniane e poi garibaldine trovano anche a San Giovanni sostenitori convinti.

Nel 1897 si ha la scissione dell’appodiato di Cattolica, che diventa comune autonomo, sancendo così la separazione tra due ben distinte economie: quella marinara (poi anche turistica) di Cattolica e quella agricola (poi anche industriale) di San Giovanni.

Cospicua è la partecipazione dei contadini ai moti agrari del 1913. Poi arrivano la Prima guerra mondiale con i suoi caduti, il dopoguerra e la Seconda guerra mondiale che coinvolge direttamente San Giovanni, situato lungo la Linea Gotica. Duro è il dopoguerra: la ricostruzione e la riparazione dei danni di guerra sono difficili, manca il lavoro. Riprende l’emigrazione, soprattutto verso Svizzera e Germania. La reale ripresa prende avvio dagli anni cinquanta quando comincia a svilupparsi il turismo balneare nella vicina Cattolica, il quale stimola le attività artigianali e fa cessare l’emigrazione. Nasce da questo nuovo spirito imprenditoriale la realizzazione, a partire dalla fine degli anni sessanta, dell’area artigianale di San Giovanni, creata a monte del nuovo casello autostradale a seguito delle agevolazioni conseguenti alla dichiarazione di “area depressa”. Da paese che ha vissuto la sofferenza dell’emigrazione, San Giovanni diventa luogo di immigrazione grazie alla grande produzione artigianale e industriale soprattutto nei settori della moda e della cantieristica navale.

Leggende

«Quest l’è e paes della Strega / dove tòt i sa tòt ad tòt
e nissun e sa mai gnint ad nissun / te prufond de su cor!
E la genta, l’a t fa bòn o cattiv / sgònd e vent o e mument;
ma i che la fortuna / l’a t ciapa per mena
se t’una nota sla luna pina / a vni te mi Borg!
Per la bona sorta / av segn sora la fronta,
pasè sota la tora, / esprimi un desiderie
e fe quel ch’a v deg.
Avrì la fortuna / e sussess, la saluta, l’amor
i sold in quantità / e parola dla strega
tènta felicità!»
(Poesia di Artemisia, la strega buona che secondo la leggenda viveva nel secolo scorso nel borgo di San Giovanni in Marignano)

San Lorenzo dall’Eremo è nato e cresciuto nella frazione di Pianventena ed ha iniziato a diffondere il messaggio di Dio nel paese fino a entrare in un percorso religioso da eremita, rifugiiandosi sul Monte Carpegna. Durante un percorso di fede a San Marino morì in circostanze misteriose, si crede in un suicidio a causa di voci divine.

Le frazioni di San Giovanni in Marignano sono Montalbano, Pianventena, Santa Maria in Pietrafitta, Isola di Brescia.

Cod. postale47842
Prefisso0541
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT099017
Cod. catastaleH921
TargaRN
Cl. sismicaZona 2 (sismicità media)
Nome abitantiMarignanesi
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 Giugno, 13 Dicembre

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