Scenario a 30 giorni

Pubblicazione dello scenario a 30 giorni di Mercoledì 30 Dicembre 2019

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazioni a destra

A livello termico nello scenario a 30 giorni, la settimana valida da lunedì 30 dicembre 2019 a domenica 5 gennaio 2020, vede la netta prevalenza di anomalie positive su tutto il comparto Euro-Atlantico eccetto il Mediterraneo meridionale con gli scarti più evidenti tra l’Europa dell’est, la Russia orientale e i paesi Scandinavi anche di 7-8 gradi oltre la media

In italia risulterà in media con scarti lievemente negativi al centro-sud e lievemente positivi al nord specie sulle Alpi.

Precipitazioni al di sotto della media sul territorio nazionale specie sul versante tirrenico.

Affidabilità alta.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazione a destra

La seconda settimana in soggetto nello scenario a 30 giorni, tra lunedì 6 gennaio e domenica 12 gennaio 2020, a livello termico si notano anomalie superiori alla media su tutto il comparto Euro-Atlantico eccetto sul Mediterraneo meridionale dove risulterà in media, con scarti positivi maggiori anche di 7-8 gradi sull’Europa dell’est.

Italia a metà, con scarti nella media al centro-sud e lievemente sopra al nord.

Precipitazioni che sulla nostra penisola vengono previste sotto la media specie sulle aree tirreniche. In media il versante Adriatico centro-meridionale

Affidabilità medio-alta.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazioni a destra

La terza settimana in soggetto nello scenario a 30 giorni tra lunedì 13 e domenica 19 gennaio, vede anomalie positive specie sull’Europa dell’est con scarti superiori anche di 4-5 gradi oltre la norma. 

In italia la situazione termica risulterà in media o localmente poco al di sotto al centro-sud, mentre risulterà lievemente sopra la norma al nord.

Precipitazioni sulla nostra penisola al di sotto della norma specie sul versante tirrenico, in media il medio-basso versante Adriatico.

Affidabilità medio-bassa.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazioni a destra

La quarta settimana in soggetto, tra lunedì 20 e domenica 26 gennaio, vede anomalie positive di temperature sull’est Europa specie sui paesi Scandinavi con scarti fino a 3-4 gradi oltre la norma.

In Italia scarti nella media o lievemente superiori sull’Adriatico e sulle Alpi 

Precipitazioni sul territorio nazionale al di sotto della norma sul versante tirrenico, in media altrove

Affidabilità bassa.

La media trentennale di riferimento è sulla 1981-2010

Le proiezioni settimanali vengono aggiornate ogni lunedì, mentre quelle mensili ogni 8 del mese.

Le previsioni stagionali sono un tentativo di predire, con molto anticipo, l’andamento meteorologico a grandi linee su vaste scale areali. In pratica, l’obiettivo è dire se i mesi della stagione successiva saranno più umidi o più secchi del normale (precipitazioni previste in confronto con la media climatica) e più freddi o più caldi del normale (confronto tra le temperature previste e la media climatica). Non esiste alcuna possibilità di predire con mesi di anticipo l’andamento meteorologico in una data località un dato giorno, e anche questo tipo di previsione generica va utilizzato, allo stato attuale, più per scopi di ricerca scientifica che per applicazioni reali.

Il principio di partenza che sta alla base di questo genere di previsioni è del tutto diverso da quello delle  previsioni a breve e medio termine dei classici bollettini meteorologici, e non può essere basato solamente su modelli matematici che simulano l’evoluzione dell’atmosfera.

Un metodo per effettuare le previsioni stagionali consiste nel valutare una serie di indici (solari, atmosferici, oceanici e altro) e le possibili teleconnessioni (“se in questa parte del pianeta succede così, allora statisticamente dopo po’ di tempo in quell’altra parte del pianeta succederà cosà…”). Per simulare l’evoluzione sul lungo periodo tramite modelli matematici, occorre che questi tengano in considerazione non solo la componente atmosferica ma anche quella oceanica del “sistema Terra”.

I processi di interazione aria-mare che descrivono i complicati scambi tra l’atmosfera e gli oceani sono infatti essenziali per rappresentare il ciclo ENSO (El Niño Southern Oscillation), ovvero la fluttuazione a larga scala delle temperature oceaniche, le precipitazioni, la circolazione atmosferica, i moti verticali e la pressione lungo il Pacifico tropicale. Tale ciclo implica fluttuazioni a scale ancora più vaste, con cambiamenti nelle SST (temperature della superficie del mare) che spesso si estendono anche agli altri oceani; analogamente, i cambiamenti nel regime delle piogge e dei venti si possono propagare a distanze di più di mezza circonferenza della Terra. Gli estremi del ciclo ENSO prendono il nome di El Niño (episodi di Pacifico caldo) e La Niña (episodi di Pacifico freddo). Il ciclo ENSO è la più grande, ma non l’unica, fonte conosciuta di variabilità climatica su scale annuali

N.B: Si tratta di scenari, previsioni sperimentali non utili per pianificare attività umane. 

A cura di Ramon Rubino


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