Scenario a 30 giorni

Pubblicazione dello scenario a 30 giorni di Martedì 7 Gennaio 2020

A sinistra le anomalie di temperatura ed a destra le anomalie di precipitazione dello scenario a 30 giorni

Nella pubblicazione dello scenario a 30 giorni di lunedì 6 Gennaio 2020, a livello termico, la settimana valida da lunedì 6 gennaio 2019 a domenica 12 gennaio 2020, vede la netta prevalenza di anomalie positive su l’Europa centrale, la penisola Scandinava e i paesi dell’est Europa qui con anomalie positive anche fino a 10 gradi oltre la norma. Italia pressapoco in media con lievi scarti positivi al nord e lievi scarti negativi al sud. Precipitazioni sul territorio italiano al di sotto della norma specie sulle Alpi e il versante Tirrenico. Affidabilità alta.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazioni a destra

La seconda settimana in soggetto nello scenario a 30 giorni, tra lunedì 13 gennaio e domenica 19 gennaio 2020, a livello termico si notano anomalie superiori alla media su quasi tutta Europa, con scarti positivi maggiori anche di 8 gradi sui paesi dell’est. In Italia presso che’ nella media con locali lievi scarti positivi specie al nord. Precipitazioni in Italia al di sotto della norma specie sulle Alpi e del versante Tirrenico. Affidabilità medio-alta.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazioni a destra

La terza settimana in soggetto nello scenario a 30 giorni tra lunedì 20 e domenica 26 gennaio 2020, vede anomalie positive specie sui paesi Scandinavi con scarti superiori anche di 6-7 gradi oltre la norma. In Italia lievi scarti positivi al centro-nord. Precipitazioni sul territorio nazionale sotto la norma specie al sud e del versante Tirrenico. Affidabilità medio-bassa.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazioni a destra

A livello termico nello scenario a 30 giorni, la settimana valida da lunedì 27 gennaio 2020 a domenica 2 Febbraio 2020, vede la netta prevalenza di anomalie positive su tutto il comparto Euro-Atlantico con gli scarti più evidenti tra l’Europa dell’est, la Russia orientale e i paesi Scandinavi anche di 6-7 gradi oltre la media. In Italia scarti positivi su quasi tutto il territorio specie al nord. Precipitazioni in Italia nella norma o lievi scarti negativi sotto la norma specie sul versante Tirrenico. Affidabilità bassa.

La media trentennale di riferimento è sulla 1981-2010

Le proiezioni settimanali vengono aggiornate ogni lunedì, mentre quelle mensili ogni 8 del mese

Le previsioni stagionali sono un tentativo di predire, con molto anticipo, l’andamento meteorologico a grandi linee su vaste scale areali. In pratica, l’obiettivo è dire se i mesi della stagione successiva saranno più umidi o più secchi del normale (precipitazioni previste in confronto con la media climatica) e più freddi o più caldi del normale (confronto tra le temperature previste e la media climatica). Non esiste alcuna possibilità di predire con mesi di anticipo l’andamento meteorologico in una data località un dato giorno, e anche questo tipo di previsione generica va utilizzato, allo stato attuale, più per scopi di ricerca scientifica che per applicazioni reali.

Il principio di partenza che sta alla base di questo genere di previsioni è del tutto diverso da quello delle  previsioni a breve e medio termine dei classici bollettini meteorologici, e non può essere basato solamente su modelli matematici che simulano l’evoluzione dell’atmosfera.

Un metodo per effettuare le previsioni stagionali consiste nel valutare una serie di indici (solari, atmosferici, oceanici e altro) e le possibili teleconnessioni (“se in questa parte del pianeta succede così, allora statisticamente dopo po’ di tempo in quell’altra parte del pianeta succederà cosà…”). Per simulare l’evoluzione sul lungo periodo tramite modelli matematici, occorre che questi tengano in considerazione non solo la componente atmosferica ma anche quella oceanica del “sistema Terra”.

I processi di interazione aria-mare che descrivono i complicati scambi tra l’atmosfera e gli oceani sono infatti essenziali per rappresentare il ciclo ENSO (El Niño Southern Oscillation), ovvero la fluttuazione a larga scala delle temperature oceaniche, le precipitazioni, la circolazione atmosferica, i moti verticali e la pressione lungo il Pacifico tropicale. Tale ciclo implica fluttuazioni a scale ancora più vaste, con cambiamenti nelle SST (temperature della superficie del mare) che spesso si estendono anche agli altri oceani; analogamente, i cambiamenti nel regime delle piogge e dei venti si possono propagare a distanze di più di mezza circonferenza della Terra. Gli estremi del ciclo ENSO prendono il nome di El Niño (episodi di Pacifico caldo) e La Niña (episodi di Pacifico freddo). Il ciclo ENSO è la più grande, ma non l’unica, fonte conosciuta di variabilità climatica su scale annuali

N.B: Si tratta di scenari, previsioni sperimentali non utili per pianificare attività umane. 

A cura di Ramon Rubino


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