Scenario a 30 giorni

Pubblicazione dello scenario a 30 giorni di Martedì 24 Dicembre 2019

Scenario a 30 giorni
Anomalie di temperature

Nell’ultimo scenario a 30 giorni uscito, a livello termico l’ultima settimana di dicembre 2019, valida da Lunedì 23 a Domenica 29, vede la netta prevalenza di anomalie positive su tutto il comparto Euro-Atlantico con gli scarti più evidenti tra l’Europa dell’est e la Russia orientale fino a 6-7 gradi oltre la media.

In italia scarti positivi fino a 2-3 gradi oltre la media specie al nord, mentre al centro-sud scarti positivi intorno al grado. Precipitazioni non pervenute. Affidabilità alta.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazione a destra

La seconda settimana in soggetto, tra Lunedì 30 Dicembre e Domenica 5 Gennaio 2020, a livello termico si notano anomalie superiori alla media su tutto il comparto Euro-Atlantico con scarti positivi maggiori fino a 3-4 gradi sull’Europa dell’est e della penisola Scandinava. Italia a metà, con scarti positivi intorno a 1 gradi al nord, in media al centro e lievemente negativi all’estremo sud. Precipitazioni che sulla nostra penisola vengono previste sotto la media specie sulle aree tirreniche con scarti negativi fino a 30mm. Affidabilità medio-alta.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazioni a destra

La terza settimana in soggetto, tra Lunedì 6 e Domenica 12 Gennaio, vede anomalie positive specie sull’Europa dell’est con scarti superiori fino a 4-5 gradi. In italia scarti positivi entro 1 gradi circa. Precipitazioni sulla nostra penisola lievemente inferiori alla media, solo localmente e lievemente sopra la media tra il centro e il sud. Affidabilità medio-bassa.

Anomalie di temperature a sinistra e anomalie di precipitazioni a destra

La quarta settimana in soggetto, tra Lunedì 13 e Domenica 20 Gennaio, vede sempre anomalie positive di temperature sull’est Europa e Russia orientale con scarti fino a 4-5 gradi. In Italia scarti positivi entro il grado o lievemente superiori al nord Italia. Precipitazioni al di sotto della norma specie sul versante tirrenico. Affidabilità bassa.

La media trentennale di riferimento è sulla 1981-2010 Le proiezioni settimanali vengono aggiornate ogni lunedì, mentre quelle mensili ogni 8 del mese. Le previsioni stagionali sono un tentativo di predire, con molto anticipo, l’andamento meteorologico a grandi linee su vaste scale areali. In pratica, l’obiettivo è dire se i mesi della stagione successiva saranno più umidi o più secchi del normale (precipitazioni previste in confronto con la media climatica) e più freddi o più caldi del normale (confronto tra le temperature previste e la media climatica).

Per quanto riguarda lo scenario a 30 giorni, non esiste alcuna possibilità di predire con mesi di anticipo l’andamento meteorologico in una data località un dato giorno, e anche questo tipo di previsione generica va utilizzato, allo stato attuale, più per scopi di ricerca scientifica che per applicazioni reali. Il principio di partenza che sta alla base di questo genere di previsioni è del tutto diverso da quello delle previsioni a breve e medio termine dei classici bollettini meteorologici, e non può essere basato solamente su modelli matematici che simulano l’evoluzione dell’atmosfera. Un metodo per effettuare le previsioni stagionali consiste nel valutare una serie di indici (solari, atmosferici, oceanici e altro) e le possibili teleconnessioni (“se in questa parte del pianeta succede così, allora statisticamente dopo po’ di tempo in quell’altra parte del pianeta succederà cosà…”).

Per simulare l’evoluzione sul lungo periodo tramite modelli matematici, occorre che questi tengano in considerazione non solo la componente atmosferica ma anche quella oceanica del “sistema Terra”. I processi di interazione aria-mare che descrivono i complicati scambi tra l’atmosfera e gli oceani sono infatti essenziali per rappresentare il ciclo ENSO (El Niño Southern Oscillation), ovvero la fluttuazione a larga scala delle temperature oceaniche, le precipitazioni, la circolazione atmosferica, i moti verticali e la pressione lungo il Pacifico tropicale. Tale ciclo implica fluttuazioni a scale ancora più vaste, con cambiamenti nelle SST (temperature della superficie del mare) che spesso si estendono anche agli altri oceani; analogamente, i cambiamenti nel regime delle piogge e dei venti si possono propagare a distanze di più di mezza circonferenza della Terra.

Gli estremi del ciclo ENSO prendono il nome di El Niño (episodi di Pacifico caldo) e La Niña (episodi di Pacifico freddo). Il ciclo ENSO è la più grande, ma non l’unica, fonte conosciuta di variabilità climatica su scale annuali N.B: Si tratta di scenari, previsioni sperimentali non utili per pianificare attività umane.

A cura di Ramon Rubino


Torna alla Home Page o visita la nostra Pagina Facebook