Storia di Rimini – Il Medioevo

In epoca tardo antica Rimini fu coinvolta nelle vicende della guerra greco-gotica, che ne decimò la popolazione e portò ad un progressivo abbandono di alcune aree interne alla cinta muraria. Nel 538 la città venne assediata dalle truppe del goto Vitige, intenzionato a farne un presidio militare per la difesa di Ravenna, fu occupata dai Goti nel 549 e infine conquistata dal generale bizantino Narsete. Nella storia di Rimini, durante l’assedio bizantino (552) il goto Usdrilla ordinò la distruzione della prima arcata del Ponte di Tiberio, che fu ricostruita secondo un andamento ogivale.

Storia di Rimini

L’Italia Settentrionale fu suddivisa in Longobardia, (dalla quale deriva il nome Lombardia) e Romània (dalla quale deriva il nome Romagna), così denominata in quanto i bizantini erano riconosciuti come “eredi” dei romani. Sotto la dominazione bizantina fu costituita la Pentapoli marittima, composta dalle città di Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona. Il territorio della Pentapoli, insieme a quello dell’Esarcato, fu donato alla Chiesa nel 756 dal re dei Franchi, Pipino.

Storia di Rimini

Rimini mantenne una certa autonomia politica rispetto a Ravenna: fin dall’XI secolo e per tutta l’età dei Comuni, l’amministrazione della città fu affidata ad un conte, affiancato da funzionari e magistrati tra cui il “Pater Civitatis”.

Dall’XI secolo si ebbe una ripresa dei commerci e dei traffici mercantili e la costruzione di un nuovo porto, ricavato alla foce del fiume Marecchia e pertanto soggetto a periodiche e disastrose piene. Lo spostamento del porto sancì la nascita di un nuovo borgo a ridosso di esso: il Borgo San Giuliano.

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La città divenne un libero comune nel corso del XII secolo, durante il periodo delle lotte per le investiture tra Chiesa e Impero. Nel XIII secolo iniziò un periodo di intensa attività urbanistica ed edilizia. Il centro del potere civile divenne la Piazza del Comune (l’attuale piazza Cavour), dove furono edificati il Palazzo dell’Arengo e il Palazzo del Podestà. L’antico Foro per secoli ospitò il mercato e, successivamente, tornei e giostre equestri.

Storia di Rimini

Nella storia di Rimini, a partire dal XIII secolo si insediarono tra le mura cittadine numerosi ordini religiosi: gli Eremitani di Sant’Agostino, i frati minori di San Francesco e i frati predicatori di San Domenico, che costruirono nuovi conventi e chiese. In questo secolo si ebbero disordini interni dovuti ai Patarini, dichiarati eretici dalla Chiesa, il cui nome derivava dal Rione Pataro, occupato in gran parte da orti e coltivazioni all’interno delle mura.

In città lavorarono illustri artisti, tra cui Giotto, ispiratore della scuola pittorica riminese del Trecento, i cui principali esponenti furono Giovanni da Rimini, Giuliano da Rimini e Giovanni Baronzio. Nel XIV secolo, a testimonianza di una certa vivacità culturale e artistica, il forlivese Jacopo Allegretti fondò a Rimini quella che molti considerano la prima Accademia letteraria d’Italia.

Le più potenti famiglie nobiliari riminesi, i guelfi Gambacerri e i ghibellini Parcitadi, si contesero il potere civile per tutto il XIII secolo. Dopo una prima fase in cui la città sposò la causa ghibellina, Rimini divenne guelfa, grazie all’avvento della famiglia dei Malatesta da Verucchio, il cui capostipite fu Malatesta il Vecchio, detto anche il Mastin Vecchio e ricordato nella Divina Commedia di Dante.

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