Storia di Rimini – Il XX Secolo

Nella storia di Rimini nel 1911, in occasione del 50º anniversario dell’Unità d’Italia, la città organizzò una serie di iniziative culturali e ricreative. La manifestazione si tenne in estate, a beneficio dei numerosi turisti che frequentavano il lido. L’evento che attirò la maggiore attenzione fu il sorvolo aereo della città e del litorale da parte di tre biplani. Furono i primi voli in assoluto effettuati sui cieli di Romagna. Oltre diecimila persone assistettero alle evoluzioni del francese Francois Deroye e degli italiani Carlo Maffeis e Romolo Manissero. Nelle giornate tra il 27 e il 31 agosto i tre aviatori effettuarono numerosi voli. Il 31 agosto Manissero si levò in volo portando con sé come passeggera la diva del cinema Lyda Borelli.

Storia di Rimini

Le tensioni dovute alla decisione dell’Italia di occupare la Libia (1914) sfociarono a Rimini nel grande sciopero generale proclamato dalla Camera del Lavoro e nelle dimostrazioni popolari della “settimana rossa”.

Storia di Rimini

Il 24 maggio 1915, nel giorno seguente alla dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria-Ungheria, e il 18 giugno dello stesso anno, Rimini subì bombardamenti navali austriaci, che provocarono ingenti danni ma nessuna vittima.

Storia di Rimini
L’incrociatore austriaco Sankt Georg lanciò 54 bombe contro Rimini in appena 24 minuti

Nel dicembre 1915 e nei primi mesi del 1916 la città subì le prime incursioni aeree nemiche, ad opera di bombardieri austriaci decollati da Pola ed aventi come obiettivo le officine ferroviarie. La difficile situazione creata dalle ostilità del primo conflitto mondiale ebbe gravi ripercussioni sull’economia cittadina, a causa della chiusura della stagione dei bagni. Nel 1916 un forte terremoto danneggiò seriamente palazzi storici, chiese e monumenti, tra cui la chiesa di Sant’Agostino, il palazzo comunale e il Teatro Vittorio Emanuele II. 4.000 persone dovettero abbandonare le proprie case e 615 edifici furono demoliti. Dopo la rotta di Caporetto (1917) circa 6.000 profughi friulani e veneziani furono accolti a Rimini negli alberghi e nei villini del Lido.

Nella storia di Rimini, in seguito all’istituzione del Fascio riminese di combattimento (1921), in un clima di crescente consenso da parte di proprietari terrieri e borghesi, Benito Mussolini ribadì la necessità della “presa di Rimini” quale centro strategico per “serrare l’Emilia e la Romagna”. Nella notte del 28 ottobre 1922, in contemporanea alla marcia su Roma, 400 squadristi occuparono la città e si impossessarono dei palazzi comunali. Il regime abolì in breve tempo la libertà di parola e di stampa, chiudendo tutti i giornali locali e condannando al confino gli oppositori politici.

Nel 1922 Riccione, all’epoca frazione del comune di Rimini, che si era sviluppata velocemente come località balneare, divenne comune a sé stante. Con il regime fascista il turismo d’élite fu soppiantato dalla nascita del turismo di massa, con la costruzione di numerosi alberghi, pensioni e villini, e l’apertura di colonie marine nelle frazioni periferiche.

La città storica fu invece interessata dagli interventi di risanamento del Borgo San Giuliano (1931) e di isolamento dell’Arco d’Augusto (1938). Nello stesso periodo furono costruite opere di grande importanza per il futuro assetto urbano, tra cui il deviatore del Marecchia (1931), il lungomare (a partire dal 1935) e l’aeroporto di Rimini-Miramare (1938). Nel 1939 l’aeroporto divenne sede di un reparto dell’aeronautica militare e scalo della linea aerea Roma-Venezia.


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