Storia di Rimini – Seconda guerra mondiale e dopoguerra

Nella storia di Rimini durante la seconda guerra mondiale, tra il 1º novembre 1943 e il settembre 1944 nel corso dell’Operazione Olive, il cui scopo era di sfondare la Linea Gotica, su Rimini furono effettuate 11.510 missioni aeree, di cui 486 nella sola giornata del 18 settembre, e furono distrutti o danneggiati 754 mezzi corazzati. Secondo una stima tedesca, alla fine della battaglia più dell’80% di Rimini era stata rasa al suolo e migliaia di civili perirono negli scontri e nei bombardamenti. I riminesi abbandonarono la città, ormai quasi completamente distrutta, per rifugiarsi nelle campagne circostanti e nella vicina Repubblica di San Marino, dichiaratasi neutrale e quindi ritenuta sicura. Tra il 25 agosto e il 30 settembre 1944 le forze tedesche, comandate dal generale Traugott Herr, si scontrarono con le forze alleate (Regno Unito, Canada, Nuova Zelanda e Grecia), guidate dal generale Harold Alexander, presso Rimini, nelle vicinanze della Linea Gotica, combattendo una delle più sanguinose battaglie di tutta la Campagna d’Italia. Rimini fu liberata il 22 settembre: risultò la seconda città italiana più distrutta dopo Montecassino.

Nella storia di Rimini nel periodo 1945-1947 i soldati dell’esercito germanico di stanza nel Nord Italia catturati dagli Alleati furono tenuti prigionieri in una decina di campi di detenzione allestiti lungo la costa riminese, da Bellaria-Igea Marina a Riccione. L’area di internamento fu denominata «Enklave Rimini». Ospitò fino a 150.000 prigionieri, da soldati comuni a criminali nazisti. Il più illustre di essi fu Erich Priebke, che fuggì la notte del 31 dicembre 1946.

Il secondo dopoguerra fu caratterizzato da una rapida ricostruzione e da un’enorme crescita del settore turistico. Rimini, divenuta una delle più importanti località turistiche d’Italia e d’Europa, conobbe un forte incremento demografico: i circa 77 000 abitanti del 1951 diventarono oltre 100 000 nel 1963 per effetto del movimento migratorio dall’entroterra, nonostante il distacco del nuovo comune di Bellaria-Igea Marina (1956). Nel 1992 Rimini divenne capoluogo dell’omonima provincia, ottenendo l’autonomia amministrativa dalla Provincia di Forlì.

Storia di Rimini

I problemi causati dall’eccezionale e rapido sviluppo turistico della città avvenuto nella seconda metà del XX secolo (intensa edificazione del litorale, condizioni di degrado ambientale e stagionalità della struttura economica locale) determinarono in anni recenti un ripensamento del sistema economico attraverso un processo di destagionalizzazione. Nacquero così grandi infrastrutture permanenti (12 mesi all’anno) per il terziario e gli affari: il nuovo quartiere fieristico e il Palazzo dei Congressi.


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